Napoli-Fiorentina ha restituito agli azzurri il sorriso. Non senza l’ennesima tegola nella casella infortuni. Stavolta a farne le spese è stato il capitano. Non nella maniera peggiore, come era stato temuto fino all’esito degli esami strumentali. Ma per più di un mese sarà comunque un Napoli senza Di Lorenzo. Almeno fino alla sosta di fine marzo.

Il successo sui viola ha rivisto vincere una squadra che in Vergara sembra scorgere una speranza, ben oltre le possibilità di un mercato di gennaio che non ha potuto regalare a Conte i rinforzi necessari, ma solo scommesse su quella giovinezza probabilmente mancata alla costruzione di organico sottoposto a una decimazione senza precedenti.

Il Genoa a Fuorigrotta conterà su tutto il suo parco giocatori. De Rossi dovrà fare a meno solo del secondo portiere. Ostigard, ex azzurro, insieme a Marcandalli e Vasquez formerà la difesa genoana, mentre Malinovskyi guiderà il centrocampo affiancato da Frendrup, mentre la coppia d’attacco Colombo Vitinha avrà il compito di mettere in difficoltà la retroguardia napoletana. 

I precedenti tra il Grifone e i partenopei negli ultimi anni hanno alternato pareggi e vittorie azzurre. Nella scorsa stagione il sofferto 2-1 in trasferta valse una scia di risultati postivi che per Conte significarono candidatura al titolo, poi conquistato. L’allenatore del Napoli in Liguria si vede nuovamente costretto a ripiegare su una formazione quasi obbligata. Unica nota positiva, il rientro di Rrahmani. Il difensore azzurro potrebbe addirittura essere schierato come titolare.

Buongiorno e Juan Jesus dovrebbero completare una linea difensiva orfana del capitano. Gutierrez dovrebbe essere nuovamente schierato sulla destra, con Spinazzola opposto di fascia e la solita coppia di mediani, McTominay e Lobotka, a sostegno di Vergara e di Helmas dietro Hojlund

Il 3-5-2 del Genoa baderà sicuramente prima di tutto a non subire gol. Le corsie laterali genoane si andranno a sommare spesso alla linea dei tre centrali difensivi, con i mediani a togliere spazi alla verticalità di McTominay e al palleggio di Lobotka. I rossoblù hanno un margine considerevole sulla zona retrocessione, ma una sconfitta potrebbe avvinarli pericolosamente alle zone basse della graduatoria.

Il Napoli, in vista dei quarti di finale di Coppa Italia in settimana e dello scontro diretto con la Roma nel turno successivo, non potendo contare su un organico ampio, dovrà cercare di gestire delle risorse atletiche già precarie per dispendio e per assenze. La gara di Genova, però, non consente calcoli o sconti. La classifica in zona Champions è corta e con le inseguitrici molto vicine. Il necessità virtù è ancora il motto di un Napoli che non può ancora uscire dal suo stato di resistenza.