La terza in una settimana. È tempo di pensare alla 10ª giornata di Serie A Enilive, un turno di campionato reso intrigante anche e soprattutto per il tour de force al quale le squadre si stanno sottoponendo negli ultimi sette giorni di gare senza sosta. Questa, un’altra e poi la meritata pausa. Tenuta fisica e mentale sono messe a dura prova: per le protagoniste del nostro campionato ora conta solo spingere. A metà novembre ci sarà tempo, durante la finestra nazionali, per fare bilanci e raccogliere somme, cercando di aggiustare il tiro e recuperare in fretta qualche infortunato di troppo. Nove turni sono già alle spalle, le gerarchie della classifica assumono forme più definite e il prossimo giro di partite regala materiale per identificare ancora di più le forze in gioco. Nel ricco menù di match spicca il derby della Madonnina in programma sabato sera, mentre la sera successiva sarà la volta di Juventus-Napoli in quel di Torino. Roma e Como, sulla carta, hanno impegni meno probanti. Da evitare c’è la trappola delle tante energie spese nell’ultimo periodo, elemento fortemente condizionante arrivati a questo punto del percorso. La presentazione dal sito di Lega Serie A.

Bologna-Monza (sabato, ore 15)

Le porte del Matchday-10 si aprono in Emilia. Tra le formazioni più in forma del mese di ottobre c’è sicuramente il nuovo Bologna di Palladino, fresco di colpaccio a San Siro. Nel 2-4 maturato contro il Milan si è visto il picco di condizione della squadra felsinea, in grado di reagire e prendere in mano la partita nel secondo tempo, trascinata dalla tripletta di un sorprendente Samel Mbangula. I rossoblù stanno scalando la graduatoria: la parte sinistra della classifica è a soli due punti e la zona Europa comincia a materializzarsi sulla linea dell’orizzonte. L’occasione è ghiotta nel faccia a faccia con un Monza apparso in calo nelle recenti partite. Jurić è durato un tempo nell’ultima contro il Napoli e nemmeno il solito gol di Varela questa volta è servito per portare in Brianza punti preziosi. Il progetto salvezza non è in pericolo: il Monza rimane a +2 sulla zona rossa, la qualità della rosa non si discute e per formare l’abitudine alla lotta servono risultati anche su campi difficili come il Renato Dall’Ara.

Udinese-Roma (sabato, ore 18)

Per i padroni di casa, contro il Parma, è arrivata una piccola boccata d’ossigeno, utile a mettere fine alla serie interminabile di sconfitte consecutive. Il ritorno di Zaniolo è servito a mettere qualità nel serbatoio friulano; il 10 bianconero è distante dalla condizione fisica ottimale, ma la sfida contro la sua ex squadra alza la componente adrenalinica. I giallorossi devono sfruttare il calendario: Milan-Inter e Juventus-Napoli danno una grossa mano ai piani di marcia con i quali Gian Piero Gasperini mira a salire di quota. Roma tra le squadre ancora imbattute, capace di sfruttare a pieno la forza della propria rosa. La partita del Bluenergy Stadium è il classico scoglio da aggirare per fortificare maturità e consapevolezza del gruppo.

Milan-Inter (sabato, ore 20.45)

Notte delle streghe e derby meneghino. Stracittadina da paura al Giuseppe Meazza: l’Inter ha la chance di estromettere forse del tutto il Milan dalla lotta scudetto, dal canto suo la squadra rossonera cerca di tenere aperto qualsiasi scenario sfruttando l’onda lunga dei recenti derby con i cugini. L’Inter, infatti, non vince contro il Milan dal famosissimo 1-2 del 22 aprile 2024, partita nella quale la squadra di Simone Inzaghi si cucì addosso il ventesimo scudetto, proprio in faccia agli eterni rivali. A due anni e mezzo di distanza, il match di Halloween mette il Milan spalle al muro: Amorim necessita di una reazione per alzare morale e ambizioni. Nerazzurri lanciatissimi: la Lazio non molla, ma la forza del gruppo di Chivu anche a Venezia è riuscita a venire a capo di un confronto particolarmente ingarbugliato. A San Siro vietato nascondersi. Sarà dolcetto o scherzetto?

Como-Venezia (domenica, ore 12.30)

Nove punti nelle ultime tre uscite: l’uragano Como è tornato e sembra avere la forza d’urto necessaria per spazzare via tutti gli ostacoli. Quattro vittorie di fila se si aggiunge quella da copertina in Champions contro il Manchester United. La buca, però, a volte non si nota, ed è quasi necessario rallentare e ponderare le prossime mosse. Al Sinigaglia giunge un Venezia ferito e perciò ancor più irrequieto e imprevedibile. La sconfitta con l’Inter lascia il gusto amaro della beffa a Davide Nicola, bravo a complicare in parte la gara alla corazzata nerazzurra. Adesso c’è da concentrarsi sulla classifica: lagunari ancora ultimi, agganciati con le unghie alle contendenti appena più in alto. In riva al lago urge l’impresa: arancioneroverdi pronti a provarci a pieno regime.

Frosinone-Torino (domenica, ore 15)

A occhi chiusi e con una marcia da Europa, il Frosinone incanta e tocca vette quasi mai viste. Nessuna squadra, tolta la Juventus 2007/08, era stata capace di mettere insieme nei panni della neopromossa 17 punti in 9 giornate in Serie A. I ciociari danno i numeri, sul campo incantano e il 5-1 sul Lecce ne è la prova lampante. Il banco di prova contro il Torino è sinonimo di insidia: il rendimento in trasferta dei granata è quasi da Europa e spesso, lontano da casa, per i piemontesi sono arrivate le prestazioni più convincenti. I ragazzi di Abate hanno fallito la prova Como, la fame c’è e sorprendere la banda di Alvini farebbe dimenticare in fretta quanto accaduto nel turno infrasettimanale.

Lazio-Cagliari (domenica, ore 15)

Lazio a caccia del volo solitario. Sullo sfondo Milan-Inter, i biancocelesti, in caso di mancata vittoria dei nerazzurri nel derby, potrebbero scappare in vetta. A Reggio Emilia si è registrata l’ennesima sinfonia della formazione di Gattuso: 2-6 da montagne russe, condito da due rigori sbagliati e un potenziale offensivo che a tratti ha incantato. La chiusura del cerchio, per la capolista, passa dall’Olimpico. Il Cagliari giunge al faccia a faccia senza aver raccolto frutti nel trittico Monza-Bologna-Roma; Pisacane ha comunque una distanza di sicurezza da sfruttare sul gruppone in fondo, ma lo smarrimento dei risultati rischia di condurre gli isolani dentro ad un vortice di negatività. Per quanto riguarda l’infermeria, Gattuso tenta di recuperare Rovella così da avere un’alternativa in più nel pacchetto della mediana, davanti c’è un Noslin da doppietta ai danni del Sassuolo, in difesa soliti ballottaggi aperti tra i centrali. Anche per il Cagliari le scelte di formazione non sono scontate: Mendy si gioca una maglia con Nzola per completare l’attacco con Daniel Maldini, a secco di reti da qualche giornata.

Lecce-Genoa (domenica, ore 18)

Divise da un punto, Lecce e Genoa mettono sul piatto le proprie carte per centrare lo sprint in chiave salvezza. Gli umori di Di Francesco e De Rossi attualmente non coincidono: l’allenatore dei salentini è uscito con le ossa rotte dallo Stirpe giovedì sera, quello del Grifone ha sorpreso la Juventus a testimonianza del netto cambio di rotta operato dalla squadra nelle ultime apparizioni. Al Via del Mare, però, tutto può cambiare in fretta. Il Lecce sa di poter costruire la propria salvezza davanti al pubblico amico e l’occasione è ghiotta per tornare di prepotenza sulla cresta dell’onda. Da aggiustare ci sono certamente alcuni difetti nella fase difensiva per i quali la partita contro il Frosinone si è trasformata presto in una pagina da cancellare. Dall’altra parte, il Genoa di De Rossi ha sistemato tante piccole cose: la difesa prende meno gol, gli interpreti sono interscambiabili e le risposte sul piano del gioco e del ritmo stanno fornendo risultati soddisfacenti. Adesso per i rossoblù non resta che dimostrare di avere una marcia in più anche per quanto concerne la ricerca di costanza.

Juventus-Napoli (domenica, ore 20.45)

La voglia di rivalsa. Non è stata finora una prima parte di stagione soddisfacente per Juventus e Napoli, costrette ad inseguire le prime della classe. All’incrocio della 10ª giornata ci arrivano a pari punti da poli opposti, alle prese entrambe con una certa discontinuità di rendimento. Giorni di riflessione in casa bianconera: squadra in ritiro prima della supersfida all’ex Max Allegri, con l’obiettivo di compattare il gruppo e risanare qualche falla messa in luce a Genova. La squadra di Spalletti sa di avere il compito immediato di reagire all’Allianz Stadium: contro il Napoli si viaggia sul filo del rasoio, tra lo stimolo di piegare una diretta concorrente e il rischio di scivolare ancor più in basso in caso di debacle. Gli azzurri, invece, hanno battuto un colpo netto al Brianteo, calando il poker sul Monza. Napoli perciò in ripresa, trascinato dal duo McTominay-De Bruyne, tornato in auge per risollevare il clima a Castelvolturno. Il quarto posto non dista troppa strada, tutte e due le formazioni hanno una possibilità di riprendere la carreggiata, correre forte e vivere un inverno a ritmo alto. A Torino è vietato sbagliare ancora.

Sassuolo-Fiorentina (lunedì, ore 18.30)

Scotta e non poco la gara del Mapei Stadium. Il primo posticipo del lunedì ha contorni che entrambi gli allenatori devono maneggiare con cura. Il Sassuolo è reduce dal 2-6 in casa per mano della Lazio, ha subito 12 gol nelle ultime tre gare ed è lontano dal successo ormai da inizio settembre, quando riuscì a piegare 3-2 la Juventus. Storia simile anche per Paolo Vanoli e la sua Fiorentina, tornata a raccogliere un punto in campionato dopo la sfida pareggiata 2-2 al Franchi con l’Atalanta. I viola restano nel gruppetto appena sopra al Venezia (ultimo in classifica) e la ricerca di un’identità chiara prosegue di pari passo con il desiderio fortissimo di scalare presto una classifica troppo pericolante. Aquilani sfida il suo passato da allenatore, ma non deve distrarsi. Vanoli vuole scacciare i dubbi sul proprio futuro alla guida della squadra toscana. Il termometro sale, Sassuolo e Fiorentina provano a trovare la cura per rimettersi in salute.

Atalanta-Parma (lunedì, ore 20.45)

Tocca ancora a Sarri chiudere la porta del turno di campionato. Come già successo nel 2-2 maturato in casa della Fiorentina, l’Atalanta giocherà l’ultima partita della giornata; l’avversario è il Parma di Gilardino, interessato a dare seguito al pari senza reti registrato contro l’Udinese. Sponda Dea, si fanno largo i soliti infortuni, l’ultimo in ordine temporale è quello capitato a Kristensen nella gara di giovedì sera a Firenze. Tra i nerazzurri ha brillato De Ketelaere, gol e assist da leader e nuovo ruolo da trequartista centrale nel 4-2-3-1 del tecnico toscano. Per gli ospiti il principale dubbio è tra i pali: l’esordio in Serie A Enilive del 2004 scuola Juventus Giovanni Daffara mette a repentaglio la titolarità di Edoardo Corvi, a Gilardino il compito di scegliere a chi affidare la porta. Il problema in attacco permane: i crociati hanno segnato un solo gol nelle recenti quattro uscite, evidenziando la mancanza di freddezza sottoporta. L’Atalanta non vince in campionato da quattro partite, il Parma da ben cinque: ritardare l’appuntamento con il bottino pieno non è più un’opzione praticabile.