Il Derby di Milano è pronto a catalizzare l'attenzione dei tifosi di Milan, Inter e non solo: due squadre che scenderanno in campo con la consapevolezza che il Derby è un'altra storia, non esistono posizioni di classifica predominanti o rose meglio attrezzate.

Chivu e Amorim sono a chiamati a schierare le migliori formazioni possibili al netto degli infortuni che soprattutto in casa Milan hanno condizionato questa prima fase di stagione.

Inter, le parole di Chivu

Cristian Chivu ha parlato in conferenza stampa proprio per affrontare quelli che sono i temi legati al Derby. 

Come arriva la squadra a livello mentale e fisico

"La squadra è pronta consapevolezza che è un Derby, partita importante per noi e per loro. Giocare questo tipo di partite è sempre una motivazione in più, speciale, non conta la classifica, non conta niente".

C'è più una necessità di classifica o di orgoglio contro il Milan? 

"Dobbiamo guardarla come una partita di campionato, la decima, non dobbiamo guardare la classifica, accontentarci di quello che abbiamo fatto negli ultimi anni, quanto fatto da inizio di stagione. Dobbiamo essere la nostra versione migliore, aggiungere qualcosina. Sono 6-7 partite che l'Inter non riesce a vincere il Derby, una domanda bisognerebbe farsela, non vuol dire che i ragazzi non si sono impegnati, ma che gli episodi o i momenti sono stati a loro favore. Bisogna avere tanto equilibrio, motivazione, consapevolezza che bisogna fare qualche sacrificio in più rispetto alle altre partite. Alle squadre di un certo livello nessuno regala nulla, bisogna fare qualcosa di più".

Su Thuram

"Thuram sta bene, nessuno ha detto che ha qualche deficit sotto il punto di vista dell'energia. Un giocatore, quando trova la squadra giusta sotto il punto di vista della leadership, di quello che sposta in campo, trova fiducia e autostima, le energie le trova sempre. Sono sicuro che le avrà anche domani".

Ti aspetti di vedere una squadra più attenta, agonisticamente più sul pezzo? 

"Siamo appena alla decima, la storia ma anche il campionato scorso mi insegnano che un Derby può anche non essere decisivo. Bisogna accettare che è una partita di Serie A, ci sono sempre 3 punti in palio, è un tipo di partita che può dare ad una squadra tanto e togliere all'altra, ma la storia mi insegna che non è sempre così. Ovvio che è un Derby, subentrano tante altre cose, non solo i 3 punti ma anche un po' di orgoglio, determinazione in più, andare in giro e sentire i tuoi tifosi contenti per quella che è una partita vinta, se non la vinci escono fuori un po' di cose che tu non vorresti mai gestire. Dalle parole ai fatti la strada è lunga, bisogna dimostrare per maturità, per quelli che siamo noi, la nostra crescita, la gestione delle frustrazioni, delle energie, dobbiamo essere al massimo domani".

Chi gioca con meno pressione? 

"Per me i favoriti non esistono nei Derby, c'è tanto orgoglio, tanta ambizione, tanta voglia, le energie le trovi nella motivazione e nell'orgoglio di portare a casa una partita di questo tipo. La pressione è per tutti, sappiamo tutti cosa vuol dire perdere un Derby, cosa ti dà vincerlo".

Sul progetto del nuovo Stadio 

"Devo stare attento a quello che dico, so che ci sono i sostenitori del Giuseppe Meazza, di quello che rappresenta, e ci sono anche io; sono anche pro innovazione allo stesso momento, che ti creano qualcosa di importante a livello di proprietà, il mondo che va avanti perchè senza soldi non si può sopravvivere soprattutto nel mondo del calcio. Ben vengano le cose nuove, allo stesso tempo mi dispiace, per accontentare i malinconici, in quello Stadio ho dato tanto e sono lì dentro come allenatore. Il mondo va avanti e bisogna accettarlo, il nuovo fa un po' paura all'inizio, ma quanto ti abitui ti dà tanto sotto questo punto di vista. Io sulla panchina in quello Stadio? Non dico niente, mancano 4 anni. Tutto quello che devo subire sempre, giudizi e pregiudizi, è dura farmi resistere per tanti anni, se cambierà la cultura sportiva e resteranno i risultati, arriverò con meno capelli bianchi e non finirò in ospedale come qualche mio collega".

Su Carlos Augusto

"Io sono condizionato da infortuni e qualcuno deve riposare ogni tanto, ho solo 3 difensori centrali con Carlos Augusto aggiunto che è anche una riserva del quinto a sinistra. Cerco sempre di trovare le giuste rotazioni nel far riposare qualcuno perchè ne ho pochi".

In porta Martinez?

"Non lo so, vedremo domani".