Manuel Locatelli è un ‘98 con una storia da veterano alle spalle. Col tempo si è preso il suo spazio, le sue rivincite e oggi è uno dei leader del Sassuolo. Idolo ormai anche dei fantallenatori grazie ai suoi ottimi numeri, il calciatore neroverde è stato intervistato da Cronache di Spogliatoio che ha avuto la possibilità di conoscerlo e parlare del percorso che lo ha portato dritto alla Nazionale.
Intervista a Manuel Locatelli del Sassuolo
"Sogno di tornare in una grande squadra perché ho ambizioni e mi piacerebbe giocare la Champions League. So che tutto passa da quest'annata con il Sassuolo. Mi piacerebbe tornare in una big, sentire la musichetta della Champions e magari tornare a giocare con i tifosi allo stadio. Sarebbe un grande sogno, ma il presente è la cosa più importante".
"Per raggiungere il mio livello attuale ho dovuto fare un passo indietro, prendere la rincorsa e poi rilanciarmi. Anche io avevo paura di affrontare le mie debolezze, mi ci è voluto tanto per mettermi in discussione. Davo la colpa agli altri, ma in realtà le colpe le avevo anche io. Quando me lo sono messo in testa, ho fatto chiarezza su me stesso lavorando sulle difficoltà. E sono riuscito a trovare un equilibrio, poi tutto viene di conseguenza con il lavoro e con la fiducia".
Su De Zerbi ed il ruolo
"Il nostro è un credo che il mister ci ha messo nel sangue. E si sposa totalmente con le mia caratteristiche. C'è massima disponibilità da parte si tutti, sappiamo quali possono essere i risultati. È tutto finalizzato, non è solo un possesso per divertirsi. Tutti siamo dentro questo credo, tutti sappiamo qual è il nostro modo di gioco e la disponibilità c'è da parte di tutti".
Ruolo? Giocando a due riesco sia a palleggiare che a fare inserimenti e questo mi piace. Bisogna saper fare più ruoli e interpretarli nel modo migliore possibile. Mi trovo benissimo a due, sia con De Zerbi che con Mancini".
I difetti di Manuel Locatelli
"Devo cercare di finalizzare di più, anche se non deve diventare un'ossessione perché non è il mio compito principale. Questo si allena ogni giorno: inserirsi e cercare il gol nella partitella dell'allenamento può aiutarti nell'ottica della partita ufficiale".
La Nazionale
"L'esordio è stata l'emozione più grande della mia vita, si è coronato il sogno del bambino Manuel che è dentro di me. È stata anche una rivincita verso me stesso perché avevo perso fiducia e grazie alla mia famiglia, alla mia fidanzata e ai miei amici, ce l'abbiamo fatta. Parlo sempre al plurale perché l'obiettivo l'abbiamo raggiunto tutti e questa è una cosa bellissima. Ma dobbiamo guardare avanti perché non c'è tempo per ragionare e c'è sempre un esame da recuperare.
Sarò sempre grato al CT perché mi ha regalato il sogno più bello della mia infanzia. Il segreto del mister è la serenità che trasmette al gruppo. Mi sono trovato subito benissimo, mi hanno messo a mio agio perché se il gruppo è sereno Riesce a rendere meglio".