Saverio Sticchi Damiani, presidente del Lecce, ha parlato nel coro di una intervista concessa a La Gazzetta dello Sport tornando sul modello a cui si ispira per il suo club.

Intervista a Sticchi Damiani sul Lecce

 

Modello? «Per il mio Lecce guardo molto alla Bundesliga. Molti club in Germania sono legati a realtà del territorio, con una quota di partecipazione di soggetti esterni. E io non vorrei mai perdere il legame con il Salento». 


Sud?  «Io sono molto orgoglioso di portare in Serie A alcuni marchi del Salento. Ma fare calcio al Sud, nel Sud profondo considerando il caso di Lecce, è complicato. Viviamo in un contesto nel quale le amministrazioni pubbliche non hanno risorse per accompagnarci. Abbiamo dovuto intervenire con operazioni da alcuni milioni nello stadio. Tutte risorse tolte al club, ma intervenire sulle strutture era necessario». 

Forbice? «Oltre al problema delle infrastrutture c’è quello della difficoltà di attrarre grandi sponsor. Il tessuto imprenditoriale del Sud, e penso anche al Salento che pure ha molte eccellenze, non avrà mai la stessa capacità di raccolta commerciale del Nord. Il Salento vive da qualche anno un boom sul piano turistico, a livello internazionale, ma non sono fatti che producono un riflesso immediato nel settore sportivo». 

Intervista al Presidente del Lecce sulla Serie A

Serie A? «Spaventato? No, perché sono per la conservazione del sistema di un tempo, del calcio della gente che non va snaturato. Bisogna restare legati al territorio e insieme guardare altrove. Abbiamo dei soci italo svizzeri e un indonesiano importante che si sta affacciando nel nostro calcio con prudenza. Penso che i fondi possano avere un ruolo importante per la diminuzione della forbice fra Nord e Sud, sempre che non si fermino al Nord. La sfida per il futuro è questa e dobbiamo attendere i risultati delle prime proprietà straniere nei club più piccoli per capire il calcio che verrà»

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