Torino, la lettera di Schuurs
"Negli ultimi mesi la mia vita è tornata a sorridere. Per la terapia e per il mio ginocchio. Dopo molte visite abbiamo capito che il problema non era lui. C’era un problema nel muscolo posteriore della coscia, non funzionava bene e andava a sovraccaricare la parte esterna del ginocchio. Ho iniziato a fare un lavoro mirato a risolvere questa problematica. Giorno per giorno la situazione è migliorata, fino a quella mattina. 'È strano, cosa mi succede?'. Non sentivo più dolore. Quel dolore che quotidianamente mi aveva accompagnato, era sparito. Non ricordavo più come fosse la mia vita prima dell’infortunio. Secondo i medici e i fisioterapisti a giugno la mia riabilitazione sarà terminata e potrò tornare a giocare.
Ora non ho un contratto e potrò decidere la soluzione che riterrò migliore per la mia ripresa. Anche se in testa so già qual è la mia prima scelta: l’Italia. Voglio solo una squadra che creda in me e mi dia la possibilità di tornare, nient’altro. Ho dato una risposta a quella domanda che mi si ripeteva in testa. 'Perché a me?'. L’ho capito. A me perché se c’è qualcuno che può tornare in campo dopo anni, quello sono e sarò io. E ho compreso che il calcio non è tutto. C’è altro, c’è la vita. Guardate quello che è successo a Diogo Jota. È stata dura. A volte ho pensato di non farcela. Ho conosciuto il buio, ma ora sono qua. E quell’oscurità, quelle lacrime, quel dolore mi hanno portato a guardarmi dentro, affrontare i miei demoni, diventare un uomo più consapevole. Mi hanno permesso di essere una migliore versione di me stesso. Ora lo so, non bisogna vergognarsi di chiedere aiuto. Lo dico a tutti, fatelo. Guardate me, farlo mi ha salvato. Farlo mi ha permesso di essere qui e lavorare per rincorrere ancora quel pallone.
Se chiudo gli occhi, sogno il momento del mio ritorno. L’ho immaginato tante volte, ma nulla sarà come viverlo. Ora lo so, arriverà quel giorno. Lo stadio pieno di tifosi, magari all’Olimpico di Torino. Lì, dove sono diventato grande. Lì, dove le persone sanno chi è Perr Shuurs. Sugli spalti Roos, i miei genitori e i miei amici. Arriverà quel momento. Manca poco. Tornerò a giocare a calcio, sposerò l’amore della mia vita. Posso sorridere, finalmente. Posso farlo senza mentire. Oggi sto bene, bene davvero. Oggi riparto da me, Perr Shuurs. Io sono pronto. E voi?".