Serie A, Rocchi analizza i casi arbitrali della 33^ giornata: il gol di Krstovic
"Sostanzialmente, in questo caso dobbiamo valutare solo la punibilità del tocco di mano, e sono d'accordo con l'arbitro nel non valutarlo tale. Secondo me ci induge anche troppo, perché appare fortuito già dalla prima impressione. Sarebbe stato punibile, se il giocatore in questione avesse segnato nell'immediatezza".
Rosso per Pisilli su Zalewski?
"Mancano quasi tre dei quattro parametri per dare il rosso. Non c’è DOGSO. Direzione e distanza sono sicuramente fuori dalla portata del DOGSO. Marcenaro giustamente lo fa notare a chi protesta per il rosso e dice ‘ma se sta andando verso la panchina’. Decisione ottima presa in campo, e ripeto che questa cosa fa la differenza. Anche per come viene accettata poi dai giocatori in campo".
Il gol annullato a Baschirotto in Cremonese-Torino
"Secondo me si dilungano troppo: con una revisione più breve saremmo anche più credibili, perché quelle lunghe danno l’idea di indecisione e insicurezza, e non ce lo possiamo permettere. Detto ciò, nel lavoro che fanno, e che porta comunque alla decisione corretta, manca un termine che tu hai usato e che loro non utilizzano: è per questo che continuo a ribadirglielo. Bisogna conoscere il regolamento a memoria. Se sai che il possesso è avere il pallone tra le mani, come dice il regolamento ,e per il portiere basta anche una mano sul pallone a terra, allora tutto è più chiaro: non serve stringerlo, e la valutazione cambia. In questo caso, la casistica ci aiuta a prendere la decisione giusta".
Il rigore per la Lazio
"Decisione corretta perché comunque c’è contesa del pallone. Si va sempre più a non penalizzare anche con il rosso a meno che non ci sia qualcosa di non genuino. Mi piace l’atteggiamento dell’arbitro, come prende la decisione. È l’esempio di come devono svolgere i ragazzi. Così il lavoro del VAR si facilita e si chiude in 5 secondi".