Dopo la grande paura per l’intervento al cervello oggi Leandro Castan può tornare a sorridere, è tornato in campo a correre con i compagni e presto arriverà anche l’idoneità all’attività agonistica da parte dei medici. Il rientro nel calcio giocato, insomma, si avvicina sempre di più. Lo ha sentito Il Tempo in un’intervista esclusiva, ecco le sue parole: “Sto lavorando molto – dice Castan – voglio tornare il più veloce possibile. Ancora non lo so quando, però io so che sarà presto. Voglio fare tutto con molta calma perché non voglio sbagliare. So che tanti sperano in me, per questo voglio tornare al 100% e dare una risposta molto positiva a tutti quanti”.
Il giorno dell’operazione. “E' stato il più difficile. Provavo a scherzare ma ero molto nervoso. Ho chiesto al chirurgo, Giulio Maira, se potevo mangiare un panino del Mc Donald’s, almeno se fosse stata la mia ultima cena me la sarei goduta! Poi la mattina presto, quando ero sul lettino per andare in sala operatoria, ho dato un’occhiata alla mia famiglia e stavano piangendo tutti. I dieci minuti successivi sono stati tremendi. Ero solo e impaurito ad aspettare. Li ricorderò per sempre”.
Il risveglio. “Ho avuto problemi a tutta la parte sinistra del corpo. Se mi giravo su quel lato per guardare vedevo sfocato. Una volta in piedi ho dovuto imparare da capo a camminare, più tardi a correre. La gamba destra andava da sola, la sinistra no: serviva che mi concentrassi per muoverla. Mi avevano avvisato prima, per fortuna non ho avuto danni permanenti e tutto è tornato alla normalità”.
La condizione attuale. “Ancora non so quando tornerò, voglio fare con calma senza sbagliare e rientrare al 100%. A luglio devo essere al livello dei miei compagni per iniziare la preparazione, se poi dovessi riuscire ad andare almeno una volta in panchina in questo finale di stagione sarebbe una grande gioia. Ho già ripreso a lavorare con i compagni, ora posso colpire di testa e tra 15-20 giorni avrò la visita d’idoneità. Mi avevano consigliato di usare un caschetto la prima settimana ma ho preferito di no, altrimenti rischiavo di abituarmi e non toglierlo più”.
Sulle ragioni delle difficoltà romaniste. “Difficile dirlo. Abbiamo avuto tanti infortuni. Si dice che manchiamo io e Strootman? Ma noi non abbiamo giocato quasi per niente quest’anno e i primi sei mesi la Roma ha fatto bene lo stesso”.
Pallotta e gli ultrà. “Quello che penso veramente non lo posso dire, ma sono d’accordo con il presidente: nel calcio non deve esserci razzismo o violenza. Il resto lo tengo per me”.
Sulla coppia Manolas-Castan. “Ora non posso dirlo, abbiamo giocato insieme appena 45’ a Empoli. Kostas è forte ma non basta mettere due giocatori bravi accanto, bisogna trovare intesa. Con Benatia ci siamo trovati subito bene. Vedremo quando torno, ci sono anche Astori e Mapou, tornerà Romagnoli che può diventare bravo come Marquinhos. Lui è già un top player”.
