Con 34 partite, di cui 33 da titolare e due gol all'attivo in questa stagione, Enrico Delprato è uno dei pilastri del Parma di Carlos Cuesta. Capitano dei crociati, il classe 1999 ha parlato ai microfoni di Lega Serie A, dove ha commentato la stagione sotto la guida tecnica di Cuesta. Di' seguito le sue parole.

Le parole di Delprato

“Ho fatto due gol contro il Milan, di cui il secondo a San Siro. Per me già pensare di poter giocare un giorno in quello stadio era qualcosa di incredibile, segnarci non faceva nemmeno parte dei miei sogni”.

Sull'essere capitano:
"Per me essere il capitano vuol dire tanto. È una responsabilità verso i compagni. Ormai sono tre anni che lo faccio: il primo anno, quando mi è stato detto, avevo 23 anni e anche io avevo dei dubbi. Devo dire che i miei compagni, il Mister e il Direttore, mi hanno aiutato in questo compito. Essere capitano non si tratta solo di scendere in campo con una fascia legata ad un braccio, ma una serie di piccole cose da spogliatoio a cui uno deve pensare. Mi rende orgoglioso essere capitano del Parma”.

Su Elphege:
“Mi ricordo che la prima volta quando è arrivato gli ho chiesto se potessi chiamarlo ‘Sandro’ per Nesta, che tra l’altro era uno dei miei idoli quando ero piccolo. Lui mi ha detto di sì e da quel momento per tutti è ‘Sandro’… È un ragazzo arrivato con la giusta mentalità, che ha iniziato fin da subito a studiare l’italiano, fondamentale per chi viene da fuori, e che ha capito il contesto in cui è arrivato. Sapevamo che avesse qualità e mezzi importanti ma non ci appestavamo nemmeno noi che potesse essere già così decisivo”.

Su Cuesta:
“È stato molto importante. All’inizio abbiamo avuto qualche difficoltà ma penso che sia nomale in tutte le squadre avere momenti di flessione. Per il Mister è stato il primo anno qui a Parma e il primo anno da allenatore. È ancora giovanissimo, ma si è dimostrato all’altezza della Serie A. Ha fatto un lavoro veramente ottimo, ci ha uniti per tutta l’annata”