Vittoria importante e di misura per la Fiorentina che contro la Lazio ha messo in cassa tre punti fondamentali per la lotta Scudetto. La Viola si è imposta con il gol di Robin Gosens, di fatto trovando una vittoria di misura che ad oggi permette a tutta la Firenze calcistica di mettere più di una speranza per la permanenza in Serie A. 

Fiorentina, le parole di Vanoli

Paolo Vanoli ha parlato nel post partita ai microfoni di DAZN, commentando proprio i temi legati al match. 

"È bello, però sotto questo punto di vista ci manca ancora qualcosa per finire il percorso. Stasera faccio i complimenti ai ragazzi: con sette giocatori della Primavera in panchina, hanno preparato questa partita con carattere e sacrificio. Siamo stati squadra fino alla fine, abbiamo gestito bene anche i sette minuti di recupero. In alcune situazioni, se fossimo stati un po' più qualitativi e lucidi, avremmo potuto fare anche il secondo gol. Non potevo chiedere di più a questi giocatori. Complimenti anche a chi è entrato, e a Fazzini, che era un po' di tempo che non giocava. Siamo un gruppo, abbiamo ottenuto qualcosa di importante: adesso dobbiamo recuperare le energie e provare a sognare anche questa partita di Conference davanti al nostro pubblico. Nel calcio bisogna crederci."

Sul Crystal Palace

"Spero che anche noi ci liberiamo un po' di testa e abbiamo un po' più di fluidità nel gioco, perché tanti errori tecnici vengono anche dalla frenesia. Poi, ripeto, abbiamo questa partita di Conference: proveremo fino alla fine a dare il massimo per la nostra gente, per i nostri tifosi, per noi stessi. Proviamo a sognare."

Sui numeri e il futuro 

"Non c'è bisogno di candidatura. Ho sempre avuto fiducia nella società. Quando sono arrivato qui sapevo che bisognava fare qualcosa di importante. Non ho mai guardato al futuro, ho sempre guardato al bene della Fiorentina. Soprattutto alle parole che mi disse il presidente quando ho firmato il contratto, lui che oggi è venuto a mancare. Avevo questa responsabilità. I numeri dicono tanto: ci vuole pazienza in un processo e il mio compito deve ancora finire."

Sull'arrivo di Paratici

"Penso che il direttore abbia un curriculum che dice tutto: un'esperienza internazionale importante, ha vinto tanto. La società si è arricchita sotto questo punto di vista, ma non solo grazie a lui, sinceramente: anche tutti noi. Penso che sia un grandissimo professionista e lo dimostra."