L'Inter di Cristian Chivu affronta la Juventus nel big match previsto per domani sera. Alla ricerca della sesta vittoria consecutiva tra campionato, Coppa Italia e Champions League, i nerazzurri cercano punti fondamentali per continuare la corsa allo scudetto e staccare le inseguitrici.

Di seguito le parole di Cristian Chivu.

Le parole di Cristian Chivu

 

Sulla Juventus diversa da quella dell'andata:
"La Juve con l'arrivo di Spalletti è migliorata, ha dato un'identità in poco tempo. Parliamo di una squadra che mette in difficoltà chiunque. Noi continuiamo a sperare che le prestazioni saranno di buon livello"

Sulla partita:
"Questo tipo di partite dal punto di vista della motivazione trovi sempre qualcosa in più. Una partita importante e globale, per quello che rappresentano le società".

Sul fatto che alla Juventus parli Locatelli:
"Io ho detto a Gigi di mandare Lautaro. Quando una squadra ha tante competizioni è difficile per un allenatore venire a parlare, non cambia molto dal nostro punto di vista. Anche io l'avrei condivisa".

Su Barella e Calhanoglu:
"Non hanno avuto problemi e sono a disposizione".

Sull'aggressività della Juve:
"L'approccio è sempre importante, la Juve è una squadra ibrida che ha tanta verticalità. Anche nel calcio d'inizio hanno sempre messo in difficoltà gli avversari. Noi dobbiamo essere pronti e accettare che a volte il dominio del gioco passa da una parte e dall'altra".

Sugli arbitri:
"Questa è una storia di tanti anni. Io inizierò a parlare di questo aspetto quando un allenatore dirà che l'episodio è stato a favore. Ci si lamenta sempre quando si sbaglia. Il problema del calcio italiano non sono gli arbitri. Se l'Italia ad esempio non va a due mondiali di fila non contano gli arbitri. Tutti possono migliorare".

Sulla pressione che gli arbitri subiscono:
"Non guardo e non vedo fantasmi, mi preoccupo solo di quello che fanno i miei giocatori. Sono stato scelto per trovare soluzioni e non per lamentarmi".

Se sente più la rivalità col Milan o con la Juventus:
"Ho grande rispetto per tutte, comprese le rivali. La bilancia è sempre stata quella: una partita normale, senza sentire il peso di un derby o della Juve. È quello il segreto, giocare uguale contro Milan, Juve o Ascoli, con tutto il rispetto"

Se Spalletti è cambiato:
"Sì, è migliorato. Era bravo al tempo e lo è ancora di più adesso. Ha un'identità chiara, ha le idee, ho sempre passato tanto tempo con lui. Ha tanto da dire e da fare. È un esempio e un modello per un giovane allenatore come me". 

Sul primo posto in classifica dopo il risultato dell'andata:
"Qui all'Inter non hai tempo di pensare, se non alla prossima partita. Al tempo serviva mettere in fila un po' di risultati, quindi l'avevamo vissuta partita per partita. È merito dei ragazzi: hanno capito al volo le nostre richieste, ci hanno messo dentro la cultura del lavoro e tanto orgoglio".

Sull'impresa della Brignone:
"È un esempio per tutti. Per i bambini, per tutto il calcio: sono storie che commuovono. Noi sportivi dobbiamo trasmettere dei valori, troppo spesso si giudica questo sport in base ai risultati. È giusto, ma fino a un certo punto. La storia della Brignone è bellissima. Mi sarebbe piaciuto vedere anche Lindsday Vonn fare qualcosa di grande, o almeno finire la discesa, per dare un esempio. Purtroppo è andata male ma sono cose che ci fanno imparare".

Su come si prepara Inter-Juventus:
"La scelta è trasmettere il messaggio che tutte le partite sono uguali. Poi chiedo sempre di essere la nostra versione migliore, sempre, di non guardare la classifica e pensare partita per partita. In partite con squadre meno importante puoi peccare di presunzione, avere equilibrio e forza mentale è importantissimo".

Su cosa dirà a Thuram:
"Di ridere col suo fratellino, visto che si vogliono bene. C'è la rivalità, ovvio, ma sono fratelli, non si può pretendere di far finta di niente. Thuram è un ragazzo solare, lo voglio così. Magari deve aggiungere un po' di cattiveria sotto porta, e a volte gli chiedo di essere più egoista. È un buono, un altruista con la A maiuscola. Hanno una famiglia bellissima, mi metto nei panni di papà e mamma che vedranno due figli contro in Inter-Juve. È una storia bella, ci sono dietro dei valori, un modello come Lilian. Auguro a entrambi di raggiungerlo".

Sull'eventuale vittoria:
"Il campionato è ancora lungo. In questo momento della stagione una vittoria o una sconfitta non fa tanta differenza, se non a livello mentale. La corsa è lunga".