Il Torino insegue la salvezza. La squadra granata è vicina alla soglia dei 40 punti, ma c'è ancora da lavorare e trovare quella continuità necessaria per raggiungere la salvezza. Per Roberto D'Aversa l'ultima vittoria contro il Pisa può essere un viatico per aprire un ciclo di risultati utili, magari sfruttando proprio il prossimo match di campionato contro il Verona.
Torino, le parole di D'Aversa
L'allenatore del Torino ha parlato oggi in conferenza stampa per presentare quelli che sono i temi legati al match in programma domani alle 15.
"Prima di rispondere alle vostre domande, mi premeva fare un saluto ai genitori dei Ismael. Non possiamo immaginare come ci si possa sentire quando si perde un figlio di 8 anni: voglio mostrare vicinanza da parte mia, della squadra e del club".
Sul futuro
"Il ruolo che ricopro mi porta a lavorare ogni giorno per l'obiettivo successivo, la prossima partita è sempre la più importante. Quando la società mi ha scelto, pur ragionando su un discorso di tre mesi, nella mia volontà c'è quella di aprire un discorso con il club. Ciò che mi interessa è il rapporto con i ragazzi, volevo cercare di riportare il Toro nella classifica che merita. Non dobbiamo sentirci appagati, c'è più serenità ma quando abbiamo vinto, poi si sono aperti periodi di risultati non positivi. Pretendo maturità"
Sull'obiettivo
"Per far sì che avvenga devo fare il meglio possibile, dobbiamo ragionare su domani, sono qui da pochi minuti e non abbiamo parlato del Verona. Non meritano quella posizione di classifica e non sarà semplice ma dobbiamo fare di tutto per raggiungere la salvezza che è il primo obiettivo, poi c’è la volontà di fare il meglio possibile e guardare avanti. Bisogna essere ambiziosi e per farlo si deve andare a prendere chi sta davanti, anche per allontanarsi dalla zona pericolante. Ci vuole entusiasmo ma non presunzione, perché si abbassa il livello di attenzione e non possiamo permettercelo”
Sui giovani
"Quando si ha la certezza dell'obiettivo, un allenatore vuole anche vederli in partita. C'è un giocatore come Njie che ha qualità importanti, deve trovare continuità nel lavoro settimanale. Primavera? Lottavano anche loro per preservare la categoria, ma credo che questa cosa vada tolta: la Primavera deve essere utilizzata per la crescita, senza responsabilità di un risultato. Ho la fortuna di avere 23-24 giocatori di qualità, in passato la rosa era minima e dovevo prendere ragazzi dalla Primavera. Oggi sono a posto numericamente, per le valutazioni aspetterei. Ma per me non esiste una carta d'identità, chi è bravo è bravo a prescindere dall'età"
Sulla coppia d'attacco: da cosa dipende?
"Da tutto, dalle qualità dei singoli o delle squadre avversarie. Contro il Parma scelsi Adams anche se non aveva i 90 minuti, avremmo trovato una squadra chiusa e servivano qualità tecniche per sbloccarla. Dipende da tanti fattori. A Pisa Adams aveva giocato 77 minuti martedì dopo vari infortuni, Kulenovic ha qualità fisiche importanti e ho preferito sfruttare lui che si è allenato benissimo anche durante la sosta"
Prati o Ilkhan: cosa danno?
"Prati è un geometra, Ilkhan è più un portatore di palla e in questo momento è più una mezzala che un play. Mi auguro che non si offenda: non è alto, ma ha un bel tempismo sui colpi di testa e così con gli inserimenti può segnare, come Casadei che è più strutturato. Sono giocatori diversi, indipendentemente dalla scelta entrambi danno il loro contributo. A Pisa, nel secondo tempo in quel ruolo ha giocato Gineitis e ha fatto bene"
Novità infortunati
"Aboukhlal e Zapata, poi non ci sarà Nkounkou tra i convocati"