Cristian Chivu, allenatore dell'Inter, ha parlato a Sky Sport in vista di un week-end che può rivelarsi decisivo per la corsa allo scudetto.
Scudetto, il pensiero di Chivu
"Cerco di essere me stesso, sono riuscito nonostante la possibilità di mettere qualche maschera che questo mondo ti offre, ho scelto di avere la forza e il coraggio di rimanere quello che sono. Dal punto di vista professionale sono cresciuto tanto. L'abbraccio al gol di Barella? Significa la premurosità del gruppo e l’affetto che ci trasmettiamo a vicenda. Sono cose a volte sottovalutate, ci si vede solo dal punto di vista professionale di quello che abbiamo l’obbligo di fare ma penso che dal punto di vista umano spesso si dimenticano delle cose che sono più importanti di quelle professionali. Questo gruppo nel tempo, negli anni, ha consolidato qualcosa di di speciale, qualcosa che ci permette di essere più uniti, di offrire più affetto di quanto qualcuno pensa.
Lautaro e Calhanoglu sono importanti loro due quanto sono importanti anche gli altri che fanno parte di questo gruppo di questa società di questa squadra e sappiamo tutti l’importanza dei nostri giocatori, sappiamo tutti quanto ci possono dare, quello che è il loro contributo, la vera forza di questo gruppo e in questo momento ci godiamo anche dei ritorni importanti giocatori che nell’ultimo periodo hanno avuto degli acciacchi.
Cosa serve per lo scudetto? Il coraggio, la personalità e la voglia di essere dominanti. Io non sono scaramantico e non faccio fioretti. Io credo nel mio lavoro credo in quello che posso dare, posso trasmettere, credo in quello che è la mia vera forza nell’essere, nell’essere umano e quindi non mi sento di fare nessun fioretto".