Prima i ragazzi cresciuti nei vivai, poi i debuttanti capaci di lasciare subito il segno. La terza giornata della Serie A Enilive 2026/27 cambia invece protagonisti e riporta sotto i riflettori una figura classica del nostro campionato: il centravanti.

Un ritorno significativo anche alla luce delle ultime stagioni, nelle quali la produzione offensiva si è distribuita sempre di più tra ali, trequartisti, centrocampisti e persino difensori. Lo racconta anche la classifica marcatori dello scorso campionato: Lautaro Martínez ha conquistato il titolo con 17 reti, una quota insolitamente bassa per il capocannoniere della Serie A.

Il terzo turno sembra però raccontare un'altra storia. Pellegrino, Adams, Lautaro, Thuram, Højlund, Raimondo, Piccoli e Dovbyk: centravanti diversi per caratteristiche e percorso, accomunati dallo stesso ritorno al gol. Di testa, dalla distanza, in acrobazia, col piede opposto o semplicemente facendosi trovare nel posto giusto al momento giusto. I numeri 9 sono tornati e rivogliono lo scettro: l'analisi dal sito di Lega Serie A.

Pellegrino e Adams, centravanti in tutte le salse

Ad aprire il weekend dei bomber è stato Mateo Pellegrino. L'argentino ha trovato il primo gol con la Fiorentina proprio contro il Torino, la sua vittima preferita in Serie A: sei reti, almeno tre più che contro qualsiasi altra avversaria.

E lo ha fatto in maniera tutt'altro che usuale per un attaccante abituato a vivere dentro l'area. Quello contro i granata è stato infatti soltanto il secondo gol dalla distanza della sua carriera in Serie A, il primo dal 3 gennaio 2026, quando aveva colpito il Sassuolo con la maglia del Parma. Una rete che ha anche riannodato un piccolo filo argentino nella storia viola: Pellegrino è diventato appena il terzo argentino a realizzare il primo gol stagionale della Fiorentina in Serie A, dopo Ramón Díaz e Gabriel Batistuta, riusciti entrambi nell'impresa due volte.

Il vantaggio viola, però, ha finito per accendere la reazione del Torino.  Dopo il pareggio dell'ex Mandragora, a completare la rimonta è stato Che Adams, ancora a bersaglio nel finale dopo il gol realizzato contro il Milan. Se a San Siro aveva trovato una splendida girata al volo sotto l'incrocio, al Franchi ha scelto un'altra soluzione da centravanti puro: cattiveria, coordinazione e una mezza acrobazia per regalare i tre punti ai granata.

Højlund contro ThuLa: a San Siro comandano i bomber

Se serviva una partita manifesto per il ritorno dei centravanti, Inter-Napoli ha offerto praticamente tutto. Nel 3-2 di San Siro sono andati a segno tre dei cinque giocatori con più reti in Serie A dall'inizio della scorsa stagione: Lautaro Martínez (19), Rasmus Højlund e Marcus Thuram (14). Gli altri due sono Donyell Malen (19) e Tasos Douvikas (16).

Højlund ha illuso il Napoli confermando una curiosa evoluzione del proprio repertorio. Entrambi i suoi gol in questo campionato sono arrivati da fuori area, dopo che soltanto una delle precedenti 21 marcature realizzate in Serie A era arrivata dalla distanza. Nessuno, dopo tre giornate, ne conta di più. Con 3 gol e 2 assist, il danese si è già imposto come vertice offensivo del Napoli di Allegri.

Poi è arrivata la risposta nerazzurra, firmata ThuLa. Marcus Thuram ha colpito ancora una volta con una delle specialità della casa: il gioco aereo. Il francese è salito a nove gol di testa in Serie A e, dal suo arrivo nel campionato, soltanto Duván Zapata (11) e Gianluca Mancini (10) hanno fatto meglio. Nello stesso periodo Thuram ha raggiunto quota 41 reti complessive: soltanto Lautaro Martínez (55) ne ha segnate di più.

Proprio il capitano ha aperto e chiuso la rimonta interista, tornando a segnare contro il Napoli in campionato per la prima volta dal novembre 2021, curiosamente in un altro 3-2 al Meazza. Ma soprattutto ha scritto un'altra pagina della storia nerazzurra: con 134 gol in Serie A con l'Inter, Lautaro ha superato Stefano Nyers (133) ed è ora da solo al terzo posto tra i migliori marcatori interisti nel torneo. Davanti restano Benito Lorenzi (138) e Giuseppe Meazza (197).

Raimondo, dalla retrocessione in C alla corsa al titolo di capocannoniere

Tra tanti centravanti affermati c'è anche chi si sta conquistando il proprio spazio a una velocità sorprendente. Antonio Raimondo non può essere considerato un habitué della Serie A, ma interpreta il mestiere del centravanti con grande naturalezza.

A giugno 2025 retrocedeva in Serie C con la Salernitana. La Serie A l'aveva già assaggiata con il Venezia nel 2024/25, prima di riconquistarla con il Frosinone, da protagonista della promozione dalla Serie B. Adesso, dopo appena tre giornate, è il miglior marcatore italiano del campionato con quattro reti, alle spalle soltanto di Malen nella classifica generale.

Raimondo ha distribuito i quattro gol in due doppiette, contro Fiorentina e Venezia, entrambe decisive per le vittorie del Frosinone. Anche grazie al suo centravanti, i ciociari hanno vinto almeno due delle prime tre partite di Serie A per la prima volta nella loro storia.

Piccoli e Dovbyk, due torri per il Bologna

A Bologna, infine, la scelta di affiancare due centravanti si è rivelata determinante. Con il Bologna alla ricerca della rimonta contro il Sassuolo, Domenico Tedesco ha deciso di affidarsi contemporaneamente alle sue due torri, Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.

Piccoli aveva già rimesso in equilibrio la gara al 50', trovando il primo gol con la maglia rossoblù. Dal 66' l'ingresso di Dovbyk ha aumentato ulteriormente peso e presenza nell'area avversaria, fino alla rete dell'ucraino al 91', anche per lui la prima con il Bologna, che ha consegnato ai felsinei il primo punto stagionale.

Per Piccoli, soprattutto, cambiare maglia non sembra cambiare l'abitudine al gol. Il classe 2001 ha segnato con sette delle nove squadre con cui ha giocato in Serie A: Bologna, Fiorentina, Cagliari, Lecce, Empoli, Atalanta e Spezia. Dalla stagione del suo primo centro nel torneo, la 2020/21, nessun giocatore è andato a segno con più maglie differenti nei cinque maggiori campionati europei. E tra i giocatori nati dal 2001 in avanti continua a occupare posizioni importanti: nelle ultime quattro stagioni di Serie A ha realizzato 20 gol, gli stessi di Charles De Ketelaere e meno soltanto dei 22 di Matías Soulé.

Esperienza, fisicità, istinto, ma anche un repertorio molto più ampio del semplice gioco d'area. La terza giornata ha rimesso i centravanti al centro della Serie A, ma lo ha fatto mostrando quanto sia cambiato anche il mestiere del numero 9.