Il direttore sportivo dell'Atalanta Cristiano Giuntoli ha parlato in conferenza stampa per fare un bilancio del mercato estivo della Dea. L'ex Juventus ha analizzato le scelte e anche i giocatori che poi non sono arrivati. Tra i temi anche gli obiettivi della Dea e l'addio, improvviso, di De Roon.

Le parole di Giuntoli

"Voglio ricapitolare quello che è stato il nostro mercato. Intanto voglio ringraziare la famiglia Percassi e Pagliuca per la fiducia, in particolar modo a Luca per l'aiuto in questi mesi. Siamo partiti da Sarri, convinti che sia la persona giusta per intraprendere un nuovo ciclo: contenti di averlo con noi. Siamo partiti da un regista italiano come Gaetano, poi Kristensen dopo l'addio di Djimsiti, dopo di che c'è stato Elmas e che è un calciatore molto duttile e coerente per il 4-3-3 di Maurizio Sarri, poi è successo che De Roon ci ha chiesto di andare alla Roma e noi ci siamo fiondati su Kessié: per noi è un giocatore fondamentale per questo progetto, determinante il grande rapporto con Luca per l'acquisto di questo giocatore. Poi c'è Rowe, l'ultimo pezzo per darci negli ultimi 30 metri una qualità importante insieme a tutti i nostri attaccanti. Non siamo andati su un altro difensore come c'era stato invocato seguendo la stampa, ma il motivo è legato a diversi fattori: Hien sta recuperando e Obric sta crescendo molto bene. Abbiamo seguito dei calciatori che erano una grande opportunità all'inizio, poi però è andata diversamente. Pensiamo di avere una rosa migliorata e soprattutto di qualità. Sarò anche ripetitivo, e il nuovo corso ha bisogno di tempo: a livello tattico, cardiaco e fisico dove la squadra dovrà abituarsi. Servirà tempo, ma siamo fiduciosi".

Su Kessie:
"Franck è un centrocampista totale che ha qualità fisica e tecnica sia per giocare come regista che come mezzala. Per noi rappresenta una pietra importante per costruire la nuova Atalanta".

Su Alajbegovic e Romagnoli:
"Noi come Atalanta prendiamo molte informazioni, poi è chiaro che sul mercato ci sono delle opportunità. Per l'esterno abbiamo optato per un giocatore più pronto come Rowe che ci poteva dare garanzie nell'immediato. In difesa avevamo già Obric in crescita e c'è da considerare un recupero importante da parte di Hien: non volevamo soffocare il reparto".

Sui giocatori presi alla Juve che stanno facendo bene:
"Contento della loro crescita, ora penso solo all'Atalanta e non a nessun'altra squadra".

Sulle tempistiche:
"Il mercato da sempre le sue tempistiche e differenze. La campagna acquisti è stata influenzata dal Mondiale: vero che ci sono sempre cifre alte, però pensiamo di aver fatto degli investimenti importanti per un beneficio a lungo termine vista la giovane età. Possono rappresentare un patrimonio importante per l'Atalanta".

Su quanto è stato importante il progetto:
"L'Atalanta ha fatto grandi cose in questi anni. Dalla famiglia Pagliuca a Percassi, e in particolar modo Luca perché lo considerò un grande manager di assoluto livello facendo crescere l'azienda. L'Atalanta è una grande squadra in Italia e in Europa: una realtà importante".

Sull'addio di De Roon:
"Quando c'è un calciatore che vuole andare via bisogna ascoltarlo. Ci dispiace, ma noi dobbiamo voltare pagine e andare avanti. Kessié è un giocatore anche di personalità che ci può aiutare questa nuova Atalanta".

Se è cambiato qualcosa dietro le quinte:
"Dietro le quinte abbiamo cambiato tante cose, ma fa parte del meccanismo di miglioramento che volevamo optare. Il tutto crea sempre dei meccanismi correlati, volevamo cambiare anche al di fuori della squadra oltre che all'interno. Ci vuole tempo e siamo sicuro di essere sulla strada giusta".

Se l'Atalanta può andare in Champions League:
"L'ambizione mi porta a dire di trovare l'identità giusta e forte, poi da li si stileranno gli obiettivi. Gli obiettivi possono essere troppo o addirittura troppo pochi: io penso al lavoro costante. Il nostro obiettivo è ripartire forte. Crediamo di aver fatto un grande lavoro sul mercato"