Pataleo Corvino, responsabile dell'area tecnica del Lecce, ha parlato del momento dei salentini e non solo nel corso di un'intervista concessa a Tuttosport.
Intervista a Corvino
Lecce-Juve vale la vita per tutti: chi ha più da perdere?
«Sicuramente di più noi. Ma stiamo parlando di una partita tra Davide e Golia: il Lecce è condannato a soffrire fino alla fine per non retrocedere, perché quando si retrocede non si è più in Serie A. Rispetto all’obiettivo Champions della Juve, con tutto il rispetto, abbiamo qualcosa in più da perdere noi».
Eusebio Di Francesco?
«Mancano tre giornate e possiamo dire che siamo pienamente soddisfatti del mister. Abbiamo cinque punti in più rispetto all’anno scorso e siamo contenti di come rappresenta i principi del club e i valori del territorio. Speriamo sia più fortunato delle ultime stagioni a Frosinone e Venezia e daremo tutto affinché possa esserlo».
Del suo Lecce chi è cresciuto di più in questa stagione?
«In difesa Tiago Gabriel (classe 2004) e Siebert (classe 2002) stanno dimostrando potenzialità straordinarie. Lo stesso vale per Ngom (classe 2004) a centrocampo. Altri lo dimostreranno giocando in futuro, come già successo con chi ha meritato palcoscenici importanti nelle precedenti salvezze».
Luciano Spalletti?
«Gli allenatori italiani sono tra i più preparati al mondo. Spalletti è tra i più rappresentativi per l’arte del fare, come dimostrano i risultati ottenuti in tutta la sua carriera e in particolare nei suoi mesi bianconeri: è un’eccellenza».
Spalletti e Di Francesco: filosofie simili o c’è qualcosa per il quale differiscono?
«Sono uguali nell’arte del fare, pur con risultati diversi. Ma provengono da una scuola simile: col gioco sono riusciti a dare forma a grandi creature».
Dusan Vlahovic?
«Vlahovic è un pezzo di cuore, ma speravo tornasse più tardi (ride, ndr). Lo presi giovanissimo tra lo scetticismo generale, occupando uno slot da extracomunitario a Firenze. La sua cessione ha segnato un record storico per la Fiorentina. Gli infortuni lo hanno frenato, ma il gol su punizione contro il Verona non è frutto del caso: affinava quel colpo da ragazzino, quando lo vedevo allenarsi dalla mia finestra».
Gli consiglierebbe di restare alla Juve?
«È in un top club e non ha bisogno dei miei consigli, ormai è grande, è un uomo. Penso possa ancora dare tanto alla Juventus e i bianconeri possono solo trarre benefici da un giocatore simile a pieno regime: ce ne sono pochi come