Intervenuto ai microfoni de Il Secolo XIX, il difensore del Genoa Leo Ostigard ha parlato del momento della compagine ligure, soffermandosi anche sul caso del calcio di rigore di Pisa.

Genoa, le parole di Ostigard

"Vogliamo crescere ancora e il mio desiderio è quello di restare qui per vivere un’annata fantastica con il grifone. Non è facile trovare un club come questo, mi regala emozioni. La brutta sensazione della retrocessione del 2022 non la posso dimenticare. E adesso c’è felicità, basta guardare i nostri tifosi. Restare in Serie A è molto importante, è un obiettivo raggiunto ma non possiamo essere soddisfatti del nostro campionato. Siamo partiti male e non esagero, avremmo potuto avere nove o dieci punti in più. Anche solo senza gli errori commessi su calcio di rigore. E da questo dobbiamo ripartire per migliorare.

Penso che il Genoa possa entrare tra le prime dieci, per poi andarsi a giocare un posto nelle coppe europee. Non è facile ma penso che per riuscirci sia importante avere il rosa giocatori che conoscono bene il club che hanno giocato tante partite qui. È il mio caso, vorrei continuare con questa maglia e sarebbe molto bello riuscire ad arrivare ancora più in alto in classifica. Quattro squadre come Bologna, Sassuolo Udinese, penso che non siano più forti di noi. Ma lo sono state in alcuni momenti della stagione in cui noi invece non siamo stati all’altezza. Se avessimo avuto un inizio migliore, saremmo in una posizione più alta, ne sono sicuro al 100%. Questo deve essere il nostro obiettivo per la prossima stagione, perché non siamo una squadra peggiore di Bologna, Udinese, Sassuolo. Possiamo giocarcelo alla pari con loro. Bisogna solo essere più bravi nei momenti giusti delle partite".

Il rigore di Pisa

"Mi esercito molto nel tirare i rigori, è importante essere pronti a tirarli anche in previsione del mondiale. E a Pisa sarei stato il rigorista, eravamo d’accordo così. Poi Colombo è venuto da me e ha chiesto di tirarlo. Io ho detto no, lo tiro. Ma sarebbe stato stupido stare lì a discutere, non aveva senso. Quindi alla fine gli ho detto ok, prendilo. E ovviamente ne abbiamo parlato il giorno dopo. Una cosa così non fa bene alla squadra. Non fa bene a me. Non fa bene a lui. Perché mette pressione su entrambi.

A Colombo ho detto che una cosa così non si deve ripetere. Aveva deciso l’allenatore, per me quel che è successo è inaccettabile. E ora lo sa. Bisogna mettere sempre la squadra davanti a se stessi. Sono felice che abbia segnato e non sono arrabbiato con lui. Ma in questo dobbiamo migliorare".