Andrea Agnelli e Fabio Paratici hanno rilasciato alcune dichiarazioni in occasione della conferenza stampa fissata per salutare l'ormai ex dirigente della Juventus. Queste le loro parole.

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Juventus, le parole di Andrea Agnelli

Queste le dichiarazioni di Agnelli: "Se fallimento significa due trofei e un accesso alla Champions League, allora ogni tanto si può sbagliare. E' stato un anno davvero molto complesso, ci sono stati momenti di difficoltà e non sempre abbiamo trovato delle risposte. Da questa annata dobbiamo imparare tanto, dagli errori commessi da parte di tutto. E' la prima volta che mi ritrovo a parlare del ritorno di Allegri e ciò che mi piace sottolineare è la grinta e la voglia di ributtarsi sull'avventura del campo da parte sua e del suo staff. Sarà un'avventura di lungo periodo e di programmazione. 

Io per molti anni ho cercato di cambiare le competizioni europee dall'interno, ho fatto la così detta gavetta. Ci abbiamo provato, i segnali di crisi erano piuttosto evidenti ancor prima della pandemia. La Uefa ha l'esclusiva sull'organizzazione, è ormai inefficiente. La Superlega era un grido di allarme, non un colpo di stato. Non è con i comportamenti dell'Uefa che si riforma il calcio. Altri sport hanno subito grandissime modifiche, mi viene in mente l'Eurolega nel Basket. I tifosi festeggiavano il cammino dell'Armani Milano in Eurolega, non mi sembra che il Basket sia morto. Adesso però basta parlare di questo, concentriamoci su Fabio e sugli 11 anni passati qui con lui.

Abbiamo visto insieme tantissimi trofei, due finali di Champions partendo da Del Neri all'Olimpico e arrivando a Pirlo all'Allianz Stadium. Penso al progetto dell'Under 23 e quello della Juventus femminile, un'altra squadra tanto vincente. Penso ai calciatori che ha portato qui, cito Tevez, Dybala e CR7 giusto per nominarne qualcuno. L'unico rammarico che mi è venuto in mente sul fronte mercato è quel Van Persie con quella cena organizzata a casa mia in tre minuti. Penso ad alcuni momenti che hanno fatto la storia, alle riunioni e cene, alle storie di calcio raccontate da Fabio come solo lui sa fare. Penso agli innumerevoli Juventus Day, penso alle rare chiamate delle 7.30 del mattino per colpa dei fuso-orari diversi. Penso alle feste scudetto. Penso che alla Juventus sia arrivato un ragazzo e va via un uomo, un uomo dalla grande curiosità e istintivo, un uomo responsabile e un uomo vincente. Ha gestito la vincente in uno dei momenti più difficile della storia del calcio. Ho la sensazione che queste due stagioni raccontate quasi in maniera normale, di normale non c'è stato nulla per noi che le abbiamo vissute da vicino. Lui ha il merito di aver gestito la situazione nel modo migliore possibile. Forse era il momento di intraprendere un discorso diverso. In nome di tutta la Juventus io posso solo dire grazie di tutto a Fabio".

Juventus: le parole di Paratici

Queste le dichiarazioni di Paratici: "Ringrazio il presidente e la Juventus di avermi dato anche quest'ultima occasione per salutare tutti, un'occasione che sento come un onore e un privilegio. Sono felice di condividere questo momento con le persone che mi sono state vicino. 11 anni nella vita sono tanti, nel calcio sono davvero un'eternità. Ho condiviso momenti con tantissime persone, ad ognuna di loro dico grazie. Non faccio nomi, ma ringrazio semplicemente tutti. Sono stati 11 anni meravigliosi in un club speciale come la Juventus, abbiamo vinto e perso tanto. Solo chi perde tanto può vincere tanto. E' stata una fortuna troppo grande per me passare dalla Juventus. E' una grande fortuna e sarò sempre grato di questo. Ho vissuto al massimo ogni momento. Sono orgoglioso di come mi sono comportato, ho sicuramente ricevuto più di quanto ho dato. La cultura del lavoro, la disciplina e la mentalità vincente qui sono di un altro livello. Il supporto dell'agente qui è unico. Andrò in altri club e spero di trovare sia l'amore che la passione che ho trovato qui. 

Come professionista ho avuto un'autonomia totale e devo ringraziare anche per questo. Tante volte in questi anni ho avuto opportunità di cambiamenti lavorativi, è stata la motivazione più grande che mi ha spinto a non cambiare. Mi sono vissuto ogni minuto come meglio non potevo, ho avuto la fortuna di poter osservare tra i migliori calciatori dell'ultimo decennio, alcuni tra i migliori calciatori della storia del calcio. Mi sono confrontato con eroi del calcio come Pavel, Cristiano, Chiellini, Buffon, con allenatori grandi come Allegri, Sarri, Pirlo, Conte, Del Neri, gente che ha fatto la storia del calcio e che mi ha dato tantissimo. Come appassionato del calcio non posso che essere riconoscente di tutto questo, soprattutto ora che le strade si sono divise. Spesso quando una cosa bella finisce pensi sempre alla rabbia o al rimpianto, ma in questa settimana io non ho pensato a questo. La Juventus è fatta per renderti migliore, sono commosso e felice per tutto quello che abbiamo fatto,

Momento più bello? Gol di Borriello a Cesena. Il rimpianto più grande in termini di mercato? L'acquisto più rischioso è stato quello di Dybala a mio modo di vedere. Quella di Ronaldo è stata una trattativa molto veloce e diretta, questi campioni sono molto decisi e quando parli con club come il Real Madrid ti ritrovi di fronte gente molto capace".