Mancano poche ora all'esordio del Brasile ai Mondiali: la selezione verdeoro affronterà il Marocco nel match in programma a mezzanotte tra sabato e domenica.
A poche ore dalla sfida al MetLife Stadium il commissario tecnico della Seleção Carlo Ancelotti è stato intervistato da SportWeek raccontando le emozioni prima del debutto nella competizione iridiata.
Brasile, le parole di Ancelotti
"Le sensazioni sono molto positive, tutto tranquillo. Bell’ambiente. Stiamo bene, albergo piacevole e ci alleniamo al centro sportivo della Red Bull, nuovissimo. Eccezionale, grande livello. Con il Brasile mi sono trovato subito benissimo. Se devo essere sincero, le mie aspettative, che ovviamente erano già positive, sono state largamente superate.
Guido la nazionale che vanta il maggior numero di partecipazioni, il Brasile non ha mai saltato un Mondiale. La cosa è molto sentita, mi sembra di essere tornato ai tempi dello sbarco al Real Madrid, nel 2013: lì c'era l'ossessione per la conquista della Décima, che mancava dal 2002 e che portammo al Bernabeu nel 2014. Qui al Brasile c'è grande pressione, che vuol dire anche grande responsabilità e grande ambizione.
Non mi aspettavo tanto affetto, davvero. Sono molto amato, o almeno mi sento molto amato e la cosa mi provoca grandissimo piacere. Il Brasile lo vedi nel Carnevale: prima di tutto l’allegria, poi grande energia e voglia di stare insieme, e super organizzazione, perché il Carnevale, soprattutto quello di Rio, è una macchina perfetta nei tempi, nella costruzione dell’evento, nella scenografia. Questo è il Brasile. Aggiungo una nota sull’umiltà, che caratterizza quello che è veramente un bel popolo".
Ancelotti sul futuro
"Se vogliamo fare due conti arriverò al Mondiale del 2034 a 75 anni e nel 2038 a 79. Io per carattere vivo sempre il momento: penso poco al passato e poco al futuro. Il presente mi piace e mi diverto, anche se arriveranno giorni di tensione e difficoltà"
Le condizioni di Neymar
"Sta recuperando. Ha una gran voglia di farlo. Non so se sarà pronto per la prima partita ma per la seconda sì".
La Nazionale italiana
"Manca l'Italia ed è triste. Guardiola in panchina? Lo vedrei benissimo, sarebbe un grande colpo, eccome. Intanto però voglio fare un grande in bocca al lupo a Silvio Baldini, che è un mio grande amico. Eravamo insieme al corso di Coverciano"