Ivan Juric è un personaggio genuino, lo era anche da calciatore. E lo dimostra con quest'intervista al secolo XIX quando cerca di spiegare la differenza tra fare l'allenatore e il giocatore: "Allenare mi stressa, ma mi rende felice. Il campo non mi manca per niente, non ho più fatto neanche una partitina, rifiuto totale. Allenare mi piace di più, anche se si lavora di più. Mi piace anche se si vive male, da calciatore non mi è mai successo di non dormire di notte. Adesso capita che mi sveglio alle 4 e penso a come far male al Bologna. Nella vita privata hai assenze mentali, mia moglie parla e magari penso a Gakpè".

Parla il campo: "Lì, 11 contro 11 più le panchine le chiacchiere si annullano ed è la cosa più bella. Svaniscono le polemiche per fare audience e cose così. Cose che non mi piacciono come non mi piace il business del calcio dove devono guadagnare un po' tutti. Non mi lamento, con esso guadagno tanti soldi e faccio un lavoro bellissimo. Siamo fortunati, ma non mi piace l'affarismo".

Tornando al campo, Juric lancia un'idea nuova per l'attacco: "Pavoletti e Simeone insieme è un'idea stuzzicante, ma sono entrambi attaccanti d'area. Posso trovare il modo di farli giocare insieme, ma non devono pagare la squadra e il gioco. Certo, se Simeone continua a crescere così, l'idea stuzzica".