La malinconia legata all'inesorabile scorrere del tempo e degli anni che passano viene erroneamente associata all'eco delle mancate possibilità. Quel viaggio che hai sempre rimandato, la palestra a settembre, vendere la collezione di carte Pokémon che giace in soffitta, l'ultima ora dello sbusto. Non è così. 

La vita non è contrassegnata o scandita dalle mancate possibilità, ma dai dubbi ciclici e irrisolti. Nessuno penserebbe a sé stesso come quello che ha votato contro l'introduzione del modificatore difesa due anni fa, tutti sono invece ossessionati dall'eterno ritorno dell'unica domanda che conta: asta prima della fine del mercato e della prima giornata o dopo? 

Tutti gli anni la stessa storia. Senza che nessuno sia stato in grado di portare un'argomentazione scientifica e incontrovertibile a supporto dell'una o dell'altra tesi. Il tempo, con il suo scorrere, mette tutti d'accordo. E se c'è una cosa che è accaduta per tutti è che la prima giornata è passata. E fare un'asta prima non è più possibile. 

Non è più il tempo delle scommesse. È tempo di capire se ne vale ancora la pena. Se quei cinque colpi che avevi in mente, dopo la prima giornata, riescono ancora a stuzzicarti o se ti provocano quel sospetto indicibile ma esistente di pacco che, per l'ennesimo anno di fila, preferiresti evitare. 

5 nomi per il Fantacalcio che non sai se puntare dopo la prima giornata 

Storia triste quella per cui dopo un'introduzione mastodontica e ontologicamente rivelante nell'analisi che ognuno dovrebbe approfondire nei confronti di sé stesso si debba procedere ad uno sterile elenco di giocatori per performare al meglio le logiche algoritmiche dei tempi moderni. 

Il tutto dopo aver approfondito il tema della hybris e dell'uomo polytropos nell'estate di Odissea

Tant'è. 

Alisson de Almeida Santos (Napoli) 

Per qualità-prezzo continua a rappresentare una valida alternativa, che un pezzo che mira più all'intrattenimento filosofico che al consiglio pragmatico non potrà scalfire. Il mancato storico con cui confrontarne il rendimento, se da un lato crea incertezza sulle aspettative, dall'altro drizza le antenne sulle possibilità: una supercazzola emotiva in cui eri pronto a fiondarti convinto del fatto che, negli occhi di tutti dallo scorso anno, ci fosse ancora il gol di Vergara contro il Chelsea. 

Poi si è giocata Genoa - Napoli. Almeno 35 minuti bruttini degli azzurri. Che poi si riprendono, vincono facendo un po' discutere, evitano il corto muso per non scadere nei soliti, detestabili cliché. 66 minuti totali di una prestazione incolore di Alisson, giusto in tempo per una sufficienza, ed una squadra che senza lui e Politano, ma con il Vergara di cui sopra e Noa Lang - oltre KDB - ha cambiato completamente forma.

E il sospetto, allora, che emerge: non è che a lungo andare le scelte di Max possano convergere su un giovane rispetto ad un altro, che per di più lo scorso anno ha avuto maggiori occasioni per mettersi in mostra e dimostrare continuità? Senza considerare che, in panchina e al netto di cosa dirà il mercato nelle ultime ore, continuano a sedere Giovane e Neres: i migliori, rispettivamente, di Verona e Napoli dello scorso anno fino a novembre. 

Cosa fare, dunque: buttarsi a capofitto in una scommessa che si pagherà o virare su altri nomi? 

Ho detto che non so se prenderti più, ma comunque rimani un ottimo colpo. Non arrabbiarti così... (©LaPresse)
Ho detto che non so se prenderti più, ma comunque rimani un ottimo colpo. Non arrabbiarti così... (©LaPresse)

Kieron Bowie (Sassuolo)

Ore 19.00. Venerdì sera. La tua compagna ti chiede se per l'ultimo week end di agosto, al rientro delle uniche due settimane di ferie culminate con tre giorni alla casa al mare dei genitori di lei, ti va di andare a mangiare sushi con quella coppia di colleghi che lei ha conosciuto nella sua prima esperienza di stage. Ti chiedi se esista via di fuga, se una febbre ad agosto possa essere plausibile e credibile anzitutto ai tuoi occhi, prima che ai suoi. 

Ti rendi presto conto che tutto quello che puoi fare è solo rimandare, di poco, l'inevitabile. Se vi vedete alle 21 magari eviti il gelato che si è fatto tardi. Fingi impegni lavorativi improvvisi, in realtà non riesci a fare altro che fissare il cellulare con Leghe Fantacalcio aperta. 

Conosci il tuo modulo (versione del terzo millennio di gnōthi seautón), sai chi schierare. Arrivi all'attacco. Hai comprato Davis. Titolare al 55% ma è contro il Monza. Lo metteresti anche su una gamba sola. Accanto a lui, nel tuo 4-4-2 che sa di pura locura, c'è un più. La tentazione è forte. Sai che è sbagliato, ma Davis-Bowie non riesce a non strapparti un sorriso. Ti lasci andare. La tua compagna ti guarda, pensa come tu sia fortunato ad aver trovato un lavoro che ti piace. Tu però ti senti afflitto dai dubbi. 

Perchè la notizia che Sebastiano Esposito è pronto per il Sassuolo non ti lascia dormire sonni tranquilli. E se arrivasse per fare il titolare? Se Aquiliani iniziasse a schierare un tridente fluido con lui, Laurientè e Berardi? E se Bowie facesse solo la riserva, quanto può valere la riserva del Sassuolo, praticamente nulla, e tu invece la volevi prendere, pagandola profumatamente, il miraggio del terzo slot, ma che cosa avevi in mente, quel fantaguru ne aveva parlato così bene...

"We can beat them for ever and everOh, we can be heroes... just for one day"

Davis-Bowie

Pure la maglia numero 9 ti hanno dato... (©LaPresse)
Pure la maglia numero 9 ti hanno dato... (©LaPresse)

Franco Mastantuono (Fiorentina)

Prima di provare a dire qualsiasi cosa, prendiamo in prestito un disclaimer dal processo di Norimburger (che vi invito a recuperare) particolarmente indicato per l'occasione. 

Non si discute il talento del giocatore. Ma 1) la potenziale redditività al Fantacalcio 2) la possibile concorrenza visto il nome particolarmente esotico che ha solleticato le papille di molti fantallenatori. 

Acquisto hype per eccellenza, la prima giornata ci ha mostrato una Fiorentina ancora molto indietro dal punto di vista dell'organizzazione del gioco. Cosa chiedere ad un classe 2007 arrivato in prestito secco, in un contesto del genere, appare difficile. L'unico appello che sembra al momento percorribile è un sereno invito alla calma, qualunque sia la vostra scelta in merito. 

Se sia meglio investire confidando nella svalutazione della prima giornata o approfittare della stessa per girare al largo come il migliore dei meme di Spiderman potete sceglierlo solo voi. 

Riccardo Orsolini (Bologna) 

Qui la faccenda si complica. Nessuno discute il fatto che, dalla stagione 2022-23, Orsolini riesca a portare in Serie A almeno 10 gol a stagione. Nell'anno, per di più, della scelta di legarsi al Bologna fino al 2031. Nell'anno che ancora una volta lo consacra come top 5 centrocampisti della Serie A. 

La domanda, quando si parla di un profilo come quello di Orsolini, è semmai un'altra. All'interno della ristretta cerchia di top indiscussi di reparto - McTominay, Calhanoglu, Paz e forse Pulisic - conviene ipotecare il budget previsto per Orsolini o per un altro dei nomi all'interno della ristretta cerchia? Perchè la sensazione, quest'anno, un po' come per Mastantuono, è che sia una questione anche di contesto. 

Per il Bologna questo sarà un anno senza coppe: un impegno settimanale in meno, dal punto di vista squisitamente pratico, ma anche un passo indietro in un percorso di crescita che, da Thiago Motta in avanti, aveva premiato un certo modo di fare. Un nuovo allenatore, con esperienza, che non ha però mai allenato in Italia. Via Castro, Lucumì e Dallinga per Dovbyk e Piccoli. 

La sensazione è che quest'anno, in Serie A, non ci saranno vie di mezzo. O squadre molto forti e attrezzate, o squadre non all'altezza delle situazioni. E quanto, questo contesto, potrà contare nei confronti di un giocatore che non ha mai fatto mistero di non avere nella continuità una delle sue armi più preziose e potrebbe soffrire di un appagamento inconsapevole? Quanto potrà contare, parlando chiaramente, per preferire Orsolini a Calhanoglu? Poi certo, se lo dovessero lasciar lì... nell'incertezza più totale... 

Pronti-via: subito un 5,5. (©LaPresse)
Pronti-via: subito un 5,5. (©LaPresse)

Gianluca Scamacca (Atalanta) 

Eravamo rimasti qui. "Scamacca è un centravanti forte, ma sono convinto che abbia le caratteristiche per fare di più. La grande sfida è portarlo al 100%": parole e musica di Maurizio Sarri, che non a caso schiera Gianluca Scamacca titolare alla prima giornata. 

Poi succede, quello che probabilmente succederà ancora nel corso dell'anno: che Scamacca esce, entra Krstovic al suo posto... e Krstovic segna. E allora il dubbio ti assale: gli infortuni, il ballottaggio costante, l'eterna indecisione, il possibile inserimento a sorpresa di un tridente leggero con Raspadori e CDK. Quanto ci si può spingere in là per Gianluca Scamacca e quanto ci si può spingere nello scorporarlo dall'acquisto di Krstovic, che ne condizionerebbe inevitabilmente lo schieramento e che per questo, a prescindere, forse sconsigliamo come pratica. 

Forse, fosse anche dall'Atalanta, meglio virare su profili in grado di garantire maggiore schierabilità, componente essenziale e molto spesso sottovalutata di ogni acquisto che si possa considerare tale. 

Vi lasciamo, infine, con una domanda irrisolta. Perchè cosa sarebbe la vita con una direzione chiara e tracciata solamente da percorrere. 409 o 408: una delle due soluzioni è corretta. Quanti sono i giorni da indisponibile che ha trascorso Scamacca nelle stagioni 24/25 e 25/26?

Buon Fantacalcio a tutti. 

Disperazione. Olio su tela (©LaPresse)
Disperazione. Olio su tela (©LaPresse)