Un futuro roseo, nero, o semplicemente rossonero? Quanto sta accadendo, anche in questa stagione, al Milan, non è certo in linea con gli investimenti fatti in estate.
Ed è per questo che la società, già da tempo, si interroga su come agire in merito alla eventuale successione di Sinisa Mihajlovic, che ha sì conquistato la finale di Coppa Italia, ma si ritrova, a 7 giornate dalla fine, a rischiare anche la qualificazione all'Europa League.
Le ultime da Milano raccontano d'una panchina che sarebbe traballante già a breve termine, considerato che, in caso di altra sconfitta, contro la Juventus, nel big match del prossimo turno, sarebbe pronto Christian Brocchi a sostituire il tecnico serbo.
Per la stagione prossima, invece, il tourbillon di nomi si infittisce: e proprio per questo motivo, ieri, ad Arcore - e nonostante le smentite di rito - si sarebbe tenuto un summit atto a discutere della figura dell'allenatore.
Da quanto trapela, esistono tre ipotesi, e tre idee diverse, caldeggiate singolarmente da ognuno dei partecipanti. Il Cavaliere preferirebbe Brocchi o, al limite, farebbe un tentativo per Paulo Sousa, che però è legato alla Fiorentina sino al 2017.
L'attuale AD, dalla sua, da sempre intrattiene buoni rapporti con Marcello Lippi, e lo vedrebbe bene sulla panchina o, in alternativa, in sinergia con l'attuale tecnico della primavera. Il nome di Sacchi, invece, è quello di Di Francesco, che in qualche misura ha ereditato la sua idea di calcio in quel di Sassuolo, e sarebbe anche, apparentemente, l'uomo più adatto al progetto giovane e italiano che il club meneghino persegue già da qualche tempo. Restano infine defilati, sullo sfondo, Donadoni ed Emery.
Ezio Azzollini