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Prima analisi del bilancio Juventus 2018/19: in arrivo un aumento di capitale fino a 300 milioni!

La perdita per il 18/19 è 39,9 milioni, ma il club rilancia con un piano di sviluppo quinquennale


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Oggi si è riunito il Consiglio D’Amministrazione (CdA) della Juventus che ha approvato il progetto di bilancio annuale 2018/19. Nell’attesa di postare un’analisi più completa e dettagliata del bilancio annuale e sulle stime future nei prossimi giorni, quando sul sito ufficiale dei bianconeri verrà pubblicato il bilancio completo, si può comunque già dire qualcosa osservando i primi dati resi noti.

Diamo un’occhiata alle differenze fra il bilancio annuale approvato e le mie stime del 29 luglio (per consultare i vari riferimenti all’articolo precedente potete cliccare QUI).

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Prima di analizzare i dati nel dettaglio è necessario soffermarsi sulle notizie di notevole rilevanza contenute nel comunicato, che anticipa i risultati del bilancio 2019/20 che verranno pubblicati integralmente nelle prossime settimane. A distanza di otto anni dall'ultimo, il CdA della Juventus ha deciso di proporre agli azionisti un aumento di capitale di massimo 300 milioni, da portare a termine entro il 30 settembre 2020 ma negli auspici della società entro il 30 marzo 2020, dei quali il 63,77% (pari a circa 191 milioni) verranno con certezza sottoscritti dalla controllante Exor. Inoltre la società ha comunicato un piano di sviluppo quinquennale, che copre il periodo dal 1° luglio 2019 al 30 giugno 2024, che verrà sostenuto economicamente e finanziariamente proprio da questo aumento di capitale nei limiti concessi dal regolamento sul Fair Play Finanziario. E' interessante riportare i punti cardine di questo piano di sviluppo:

"Il Consiglio di Amministrazione di Juventus ha altresì approvato il Piano di sviluppo per gli esercizi 2019/20 - 2023/24 che delinea le linee strategiche ed operative per la gestione e lo sviluppo della Società ed è stato definito tenendo conto dei seguenti principali obiettivi:

1. Mantenimento della competitività sportiva

I risultati sportivi registrati nel periodo 2010/2018 hanno ricollocato Juventus ai vertici italiani e internazionali, confermando la centralità dell’elemento sportivo nella crescita della Società anche dal punto di vista economico e finanziario. Juventus è oggi tra i club più importanti nel mondo e dispone di un brand a rilevanza globale in un contesto, quello del calcio professionistico di alto livello, che registra una progressiva polarizzazione con pochissimi club in grado di competere per vincere in ogni competizione. Al fine di consolidare questa posizione, il Piano prevede l’attuazione di campagne trasferimenti caratterizzate da un’attenta e disciplinata gestione delle operazioni di investimento e disinvestimento con l’obiettivo di mantenere un adeguato livello qualitativo della rosa e garantirne nel tempo il necessario ricambio generazionale.

2. Incremento dei ricavi operativi e della visibilità del brand Juventus nei mercati internazionali

La Società si propone di incrementare ulteriormente i ricavi operativi e di migliorare la propria redditività, rendendola allo stesso tempo meno sensibile all’andamento dei risultati sportivi. A tal fine, il Piano prevede la prosecuzione della strategia commerciale di valorizzazione del brand Juventus, avviata nel 2017 con il lancio del nuovo logo, soprattutto attraverso investimenti nelle attività caratteristiche ed in progetti per lo sviluppo dei mercati chiave a livello internazionale.

3. Consolidamento dell’equilibrio economico e finanziario

Per mantenere nel tempo l’equilibrio economico e finanziario della Società, Juventus si pone come condizioni fondamentali: i) la capacità di competere ad alto livello, sia in Italia che in Europa, ii) un approccio dinamico alle campagne trasferimenti calciatori per cogliere opportunità di valorizzazione e di investimento e, iii) l’incremento dei ricavi, nonché un attento controllo dei costi operativi. L’obiettivo fondamentale del Piano è di attuare un modello di sviluppo sostenibile che consenta di mantenere standard elevati di risultati sportivi, senza pregiudicare l’equilibrio economico e finanziario della Società.

L’operazione di aumento di capitale proposta dal Consiglio di Amministrazione si inserisce nell’ambito delle azioni previste dal Piano. In particolare, l’organo amministrativo ha deliberato di sottoporre all’Assemblea straordinaria dei soci l’attribuzione, ai sensi dell’articolo 7 dello Statuto sociale, al Consiglio di Amministrazione di una delega, ex art. 2443 cod. civ., ad aumentare a pagamento e in via scindibile in una o più volte il capitale sociale entro il 30 settembre 2020, per un importo massimo complessivo di € 300 milioni, comprensivo di eventuale sovrapprezzo, mediante emissione di azioni ordinarie prive di valore nominale e aventi le stesse caratteristiche di quelle in circolazione da offrire in opzione agli aventi diritto, con ogni più ampia facoltà di stabilire, nel rispetto dei limiti sopra indicati, modalità, termini e condizioni dell’operazione (ivi compreso il prezzo di emissione, comprensivo di eventuale sovrapprezzo delle azioni stesse), che saranno successivamente determinate, come da prassi di mercato, nell’imminenza dell’offerta e sulla base delle condizioni di mercato prevalenti al momento dell’avvio dell’aumento di capitale.

L’aumento di capitale proposto si inserisce nelle azioni previste dal Piano di sviluppo per gli esercizi 2019/2020 – 2023/2024 ed è principalmente finalizzato a:

- finanziare gli investimenti utili al mantenimento della competitività sportiva;

- sostenere la strategia commerciale per l’incremento dei ricavi e della visibilità del brand Juventus nei mercati internazionali;

- rafforzare la struttura patrimoniale della Società.

BNP PARIBAS, Goldman Sachs International, Mediobanca e UniCredit Corporate & Investment Banking agiranno in qualità di joint global coordinators e joint bookrunners (i “Joint Global Coordinators”) nel contesto dell’aumento di capitale. In data odierna i Joint Global Coordinators hanno sottoscritto con la Società un accordo di c.d. preunderwriting, a condizioni in linea con la prassi di mercato per operazioni analoghe, ai sensi del quale si sono impegnati, a stipulare in prossimità dell’offerta un contratto di garanzia (c.d. underwriting agreement) per la sottoscrizione delle azioni di nuova emissione eventualmente rimaste inoptate al termine dell’asta dei diritti inoptati per un ammontare massimo pari alla differenza tra il controvalore complessivo dell’aumento di capitale e la quota spettante al socio di maggioranza EXOR N.V. (che detiene il 63,77% del capitale sociale di Juventus), che a sua volta si è impegnato a sottoscrivere la porzione di aumento di capitale di sua pertinenza.

Subordinatamente all’approvazione dell’aumento di capitale da parte dell’Assemblea dei soci e al rilascio delle necessarie autorizzazioni da parte delle Autorità competenti, è previsto che l’aumento di capitale in opzione possa essere realizzato entro il primo trimestre 2020."

Questo annuncio dimostra come l'aumento dell'Indebitamento nelle ultime due stagioni non fosse affatto fuori controllo ma inserito in un contesto che punta a un aumento notevole dei ricavi (già ampiamente cresciuti con l'arrivo a Torino di Cristiano Ronaldo) nel medio periodo, sostenendo le previste e prevedibili difficoltà in termini di deficit di bilancio delle stagioni in corso dal punto di vista finanziario con l'aumento di capitale e dal punto di vista economico con un "approccio dinamico" alle campagne trasferimenti che significa quanto abbiamo provato già in passato a spiegare su queste pagine, ovvero la volontà di generare elevate plusvalenze, anche cedendo giocatori importanti se necessario, per finanziare il mantenimento di una rosa competitiva e l'acquisto di nuovi giocatori dello stesso livello di quelli ceduti.

Come vedremo meglio a inizio ottobre, quando la pubblicazione del bilancio completo ci permetterà di correggere adeguatamente le stime sul bilancio 2019/20, questo aumento di capitale risolve uno dei problemi della Juventus per la stagione in corso ovvero quello di ritrovarsi in violazione del Fair Play Finanziario a causa di un Patrimonio Netto negativo. L'obiettivo economico minimo della Juventus rimane però quello di non infrangere il break-even triennale 2017/20, sul quale però potranno impattare positivamente come da regolamento i notevoli attivi dei due anni precedenti al 30 giugno 2017, e soprattutto quello di non aumentare l'Indebitamento a un livello superiore rispetto ai ricavi incassati escluse plusvalenze che quest'anno si è avvicinato alla soglia massima (463,5 l'Indebitamento Finanziario Netto, 490,3 i ricavi escluse plusvalenze scorporando dai "Proventi Gestione Calciatori" gli incassi da prestiti che sono considerati veri e propri ricavi e non plusvalenze). Il comunicato odierno indica in 94,7 milioni l'ulteriore aumento di impegno finanziario complessivo dovuto alla campagna acquisti estiva 2019, una cifra che dovrà quindi in parte necessariamente essere coperta con cessioni entro il 30 giugno a parità di ricavi oppure aumentando i ricavi, fra i quali si attende il rinnovo dello sponsor Jeep che potrebbe portare nelle casse societarie circa 30 milioni in più all'anno. 

Fatta questa lunga ma doverosa premessa diamo un primo sguardo al bilancio che mostra diversi dati interessanti e con un'elevata variabilità rispetto alle stime. La causa di ciò è da ricercarsi proprio nella differente strategia societaria che ha reso difficilmente stimabili alcune voci di bilancio sulla base del loro andamento nella scorsa stagione e che verrà sicuramente presa in considerazione per le stime future. 

Rispetto a quanto avevamo ipotizzato circa due mesi fa il risultato finale è un passivo di 39,9 milioni leggermente superiore ai 30,8 previsti. 

Fra i ricavi troviamo un incasso inferiore di 11,9 milioni rispetto a quanto ipotizzato nella voce relativa ai Diritti TV, che con tutta probabilità rispecchia un conteggio differente della suddivisione nei due semestri dei diritti tv italiani che hanno sicuramente subito una diminuzione a seguito del nuovo sistema di distribuzione fra le 20 società di Serie A. Il calo rispetto alle previsioni dei ricavi da vendita di prodotti e licenze riflette un volume d'affari nettamente superiore nel primo semestre rispetto al secondo semestre in misura non equiparabile a quanto accaduto negli anni precedenti, tanto che dei 9 milioni di differenza 6,8 sono compensati da minori spese per la produzione di questi prodotti. Va comunque sottolineato che questa voce è migliorata di 16,2 milioni rispetto alla scorsa stagione. Ci sono infine 7,7 milioni di maggiori plusvalenze da approfondire quando sarà noto il bilancio completo. Il totale dei ricavi è comunque aumentato in misura considerevole, di ben 116,4 milioni, dei quali 54,8 di plusvalenze e 61,6 di maggiori ricavi. 

Dal lato dei costi emergono risparmi rispetto al previsto, oltre che per i già citati acquisti di prodotti per la vendita, sui Servizi Esterni (2,4 milioni) e sui costi dell'Altro Personale (-1,3 milioni). Non deve invece trarre in inganno il risparmio di 9,5 milioni sul Costo del Personale Tesserato perché verosimilmente dal totale complessivo di questa voce sono stati sottratti circa 15 milioni riconosciuti ad Allegri e al suo staff e inseriti nella voce Accantonamenti come TFR. Ci sono discrepanze rispetto alle stime anche nelle voci Altri Oneri e Oneri Giocatori da approfondire con il bilancio completo. Nel complesso i costi operativi sono aumentati rispetto alla scorsa stagione di 75,2 milioni.

Migliori del previsto anche gli Ammortamenti relativi al costo dei cartellini dei giocatori, con un risparmio di 3,5 milioni rispetto alle stime ma comunque superiori di 41,5 milioni rispetto all'anno precedente. Leggermente peggiori del previsto gli Oneri Finanziari (-1,3 milioni) e le Imposte Correnti (-2,1 milioni). 

In sintesi la differenza in negativo di 20,7 milioni fra l'utile della scorsa stagione e il passivo di questa dipende da maggiori costi per 75,2 milioni, maggiori ammortamenti per 41,5 milioni, maggiori accantonamenti per 14,8 milioni e maggiori altri costi per 5,6 milioni parzialmente compensati da maggiori ricavi per 116,4 milioni. 

Infine come detto l'Indebitamento Netto è cresciuto da 309,8 a 463,5 milioni in buona parte a seguito degli investimenti effettuati nelle campagne acquisti della scorsa stagione (+131,1 milioni) e per variazioni negative dei flussi della gestione operativa, delle attività finanziarie e per gli investimenti in altre immobilizzazioni e partecipazioni.

FAIR PLAY FINANZIARIO

Nonostante il passivo e l'aumento dell'indebitamento il bilancio non presenta comunque alcun problema in ottica Fair Play Finanziario Uefa. Al netto dei costi virtuosi, il bilancio dell’ultimo triennio risulta infatti in attivo di 89,3 milioni (contro il –30 massimo consentito dalla "break-even rules"). Il Patrimonio Netto, che deve essere positivo, è di 31,2 milioni rimanendo così ben sopra lo zero (oltre al passivo di bilancio, il dato è ulteriormente peggiorato rispetto all'anno scorso di 0,9 milioni per la movimentazione della riserva da fair value sulle attività finanziarie e per il cash flow edge). L’Indebitamento Netto è, come richiesto, inferiore al totale dei ricavi escluse plusvalenze (463,5 milioni di indebitamento contro i 490,3 di ricavi, come scritto sopra). Infine il Costo del Personale rispetto ai ricavi escluse plusvalenze rimane ampiamente sotto la soglia del 70%, passando dal 63,5% dell'anno scorso al 66,8% di quest'anno nonostante il peso del contratto di Cristiano Ronaldo.

Nessun problema anche dal punto di vista del Fair Play Finanziario italiano. Le richieste della Lega sono due. La prima è il pareggio di bilancio nel triennio 2016/19 calcolato in misura simile a quanto fatto dall'Uefa, la Juventus per questa voce presenta quindi un attivo di circa 89,3 milioni (in caso di passivo è comunque accettato un deficit non superiore al 25% della media del valore di produzione del triennio, soglia che nel caso della Juventus sarebbe equivalsa a un passivo di circa 110 milioni). La seconda è che il rapporto fra attività correnti e passività correnti non sia inferiore a 0,6. Se così non fosse la società sarebbe chiamata a garantire di avere un patrimonio netto in attivo della cifra necessaria a far sì che il valore delle attività correnti sia il minimo indispensabile tramite aumento di capitale, al netto di eventuali “abbuoni” di 1/3 della cifra nei casi in cui l’Indebitamento sia meno di una volta e mezza il valore di produzione o il costo del lavoro in rapporto ai ricavi ordinari sia inferiore a 0,8 (se entrambe le richieste sono rispettate, l’abbuono diventa di 2/3). La Juventus ha quest'anno un rapporto attività correnti/passività correnti di 0,46, inferiore rispetto allo 0,53 dello scorso anno e allo 0,6 richiesto, ma ha un patrimonio netto positivo che permette di coprire la differenza senza alcun aumento di capitale. Infatti, per arrivare al coefficiente di 0,6 le attività correnti dovrebbero essere maggiori di 50,8 milioni, ma i bianconeri rispettano le altre due condizioni che permettono così di abbuonare due terzi di questa cifra mancante. I 16,9 milioni residui sono inferiori ai 31,2 milioni del Patrimonio Netto e quindi la richiesta della Figc è rispettata.

Per l’analisi più approfondita dei vari punti, sviscerare le motivazioni alla base delle differenze fra le stime e la realtà e l’aggiornamento sulle stime del bilancio 2019/20 vi do quindi come detto appuntamento al prossimo aggiornamento sull’argomento, che sarà online nei giorni immediatamente successivi alla pubblicazione del bilancio completo che di solito è prevista al più tardi per i primi giorni di ottobre.