L'INTER CON DE BOER (11 partite)
| SQUADRA | PUNTI CONQUISTATI |
| Juventus | 27 |
| Roma | 23 |
| Milan | 22 |
| Lazio | 21 |
| Napoli | 20 |
| INTER | 14 |
L'INTER DOPO DE BOER (10 partite*)
| SQUADRA | PUNTI CONQUISTATI |
| INTER | 25 |
| Roma | 24 |
| Napoli | 24 |
| Juventus** | 21 |
| Lazio | 19 |
| Milan** | 15 |
(* compreso Inter-Crotone 3-0, con Vecchi in panchina)
(** una partita in meno)
Dal nono posto di allora all'attuale quinto. Un impressionante cambio di marcia, ribadito a Palermo con la sesta vittoria di fila (l'ottava, se consideriamo anche le coppe). Pioli ha saputo cementare la squadra al punto da dare piena consapevolezza a tutti di essere singoli ingranaggi di un meccanismo vincente, che non può fare a meno di nessuno dei suoi elementi. Non è un caso, infatti, che chi entra dalla panchina risulti spesso decisivo (l'ingresso di Joao Mario al Barbera ne è l'esempio più lampante e recente), né può considerarsi frutto della fortuna il fatto che nelle ultime 6 giornate siano arrivati ben 4 cleansheet (Genoa, Sassuolo, Lazio, Palermo).
Anche il lavoro sui singoli comincia impetuosamente a emergere. La coppia Miranda - Murillo pare stia tornando ai livelli della passata stagione (e, per la precisione, al periodo in cui Mancini era in vetta alla classifica), il rendimento di Candreva in termini di assist e gol è in fase crescente (al momento è a quota 3 centri e 6 passaggi vincenti), Gagliardini gioca con la sicurezza e la lucidità di un centrocampista da 200 presenze in Serie A, invece è all'Inter da due settimane e nella massima categoria, "dall'alto" dei suoi 22 anni, ha messo a referto finora appena 16 apparizioni. E poi c'è Geoffrey Kondogbia, probabilmente il più deludente acquisto nell'era recente nerazzurra considerando soprattutto la cifra investita. Ebbene, Pioli sta lavorando (e bene) anche su di lui, i primi risultati cominciano a vedersi eccome: sarebbe proprio questa la sua vittoria più importante.
Certo, qualcuno potrebbe obiettare sostenendo la tesi del "calendario favorevole". E in effetti non avrebbe tutti i torti: da quando non c'è più De Boer, l'Inter ha affrontato Crotone, Fiorentina, Genoa, Lazio e Chievo in casa, Milan, Napoli, Sassuolo, Udinese e Palermo in trasferta. A parte i convincenti successi contro viola e biancocelesti, le altre vittorie erano oggettivamente alla portata. Il pareggio in extremis nel derby e il netto KO per 3-0 al San Paolo sono proprio i due risultati che al momento smorzano un po' gli animi. Perché aprono un interrogativo di vitale importanza: se, nonostante i 18 punti nelle ultime sei giornate (la maggior parte dei quali contro avversari di livello inferiore), i nerazzurri si trovano ancora quinti e a cinque lunghezze dal terzo posto, è corretto pensare in modo così ottimistico di approdare almeno ai preliminari di Champions League? La prima, seria risposta la avremo domenica 5 febbraio intorno alle 22:40, quando la sfida dello Stadium sarà da poco terminata.