Gli ultimi minuti di una gara sono a detta di tutti quelli dove serve maggiore attenzione per non vanificare il lavoro fatto nei minuti ad essi precedenti. Questa sa un po' di frase fatta, ma se si analizza quanto accaduto nella doppia sfida fra Cagliari e Benevento in questo campionato ci si rende perfettamente conto di come l'extra time finale e i minuti immediatamente precedenti a esso possano radicalmente cambiare non solo la gara, ma anche la classifica della Serie A regalando la salvezza a qualcuno e togliendola ad altri.

Coloro i quali hanno sofferto maggiormente negli ultimi 10' minuti più recupero in questo campionato troviamo il Benevento. Sin da quando sulla panchina si trovava Marco Baroni, i campani hanno avuto un rapporto negativo - per usare un eufemismo - con le ultime fasi di gioco: sono difatti 11 i gol subiti nell'ultima parte di gara di cui 6 nel tempo di recupero e sono costati la bellezza di sette punti. Il tutto ebbe inizio con Iago Falque che a tempo scaduto costò alla Strega il primo punto in A, di seguito arrivarono Pavoletti, Peluso, Lapadula e infine nuovamente Pavoletti e Barella. Mezza dozzina di segnature che hanno fatto più danni della grandine in quel di Benevento e che pesano come un macigno sulle sorti del campionato poiché con questi sette punti la lotta per salvarsi sarebbe ancora apertissima visto che quasi tutti poi sono arrivati in scontri diretti. 

Sembrerebbe, vedendo i numeri del Cagliari contro il Benevento, che i sardi godano di un credito con la fortuna, ma in realtà sono la seconda squadra che ha perso più punti nel recupero e negli ultimi 10' di partita, sebbene la caratura delle avversarie in questione sia maggiore rispetto a quelle analizzate precedentemente. Gli uomini allenati prima da Rastelli e poi da Lopez hanno perso 6 punti nel lasso temporale analizzato di cui 3 nel solo recupero. In principio fu Destro che con un gol nel finale tolse la vittoria ai sardi all'andata, poi arrivò Fazio in pieno recupero a negare la gioia di un pareggio all'Olimpico, a loro si aggiunse Babacar che con la maglia della Fiorentina regalò i tre punti ai Viola a discapito del Cagliari e da ultimo non si può non ricordare Immobile che con il suo colpo di tacco dal limite dell'area a tempo scaduto tolse la vittoria agli uomini di Lopez facendoli accontentare di un solo punto.

Terze appaiate in questa speciale graduatoria della sfortuna troviamo il Chievo e il Crotone, ma i clivensi sono in "vantaggio" per la differenza reti: sono loro, difatti, la peggior difesa nelle ultime fasi dell'incontro avendo concesso la bellezza di 12 reti agli avversari. I ragazzi di Maran sono in piena crisi e attualmente sono solo un punto sopra il Crotone terzultimo e l'aver perso 6 punti nelle fasi conclusive dei match non può non lasciare un po' di rammarico: Sergej Milinkovic-Savic regalò la vittoria alla Lazio contro i gialloblu nelle prime fasi del campionato, poi fu un gol di Gomez a togliere la vittoria al club del presidente Campedelli; in seguito sono arrivati due gol vittoria in pieno recupero, uno di Destro e uno di Laxalt a condannare alla sconfitta il Chievo e da ultimo il gol di André Silva all'82° minuto dell'ultimo Milan-Chievo a sottratto un ulteriore punto alla compagine veneta facendola sprofondare in zone in cui non era più abituata a trovarsi e, come fu per Empoli e Palermo, questo potrebbe creare qualche problema psicologico in questo rush finale di Serie A.

Il gol di Destro ha contribuito ad accentuare la crisi che sta attualmente vivendo il Chievo (Getty Images)

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Come detto alla pari del Chievo in questa classifica troviamo il Crotone che ha preso meno gol negli ultimi 10 minuti di gara (7), ma ben quattro di essi sono stati decisivi in negativo. Contro l'Inter ci pensò Skriniar a decidere il match, dopo una gara complicata per i nerazzurri - la rete di Perisic non fu decisiva in tal senso -, poi ci pensò De Silvestri (in pieno recupero, lui sì) a costringere al pareggio i pitagorici dopo che per lunghi tratti avevano assaporato la vittoria contro i granata. Più recentemente è stato Palomino a pareggiare una gara per l'Atalanta nelle sue battute conclusive su di un campo martoriato dalla pioggia e che aveva premiato sino a quel momento gli uomini di Zenga e da ultimo è stato Diabaté a regalare tre punti al Benevento nello scontro diretto dopo che i calabresi avevano riacciuffato il pareggio. Gli squali hanno sì una gara in meno che dovranno recuperare il 4 aprile contro il Torino in aperta crisi e contestato dal suo pubblico, ma questi punti lasciati sul campo possono pesare eccome sul percorso alla luce anche del rendimento esterno che non arride proprio al Crotone che in media ha raccolto 0,62 punti a partita lontano dallo Scida.

Una squadra che sembra in ripresa è la SPAL che nonostante una fase centrale di campionato in cui ha mostrato qualche difficoltà è riuscita a tirarsi nuovamente su raccogliendo un punto insperato alla vigilia contro la Juventus. Per gli uomini di Semplici, però, ci sono ben 5 punti lasciati sul campo negli ultimi dieci minuti di gioco, di cui uno a tempo scaduto contro la Sampdoria a Marassi sul finire dell'anno solare 2017 quando si passò in un amen dallo 0-0 al 2-0 tutto con la firma di Fabio Quagliarella. Quella fu però l'ultima occasione in cui i ferraresi cedettero punti nelle fasi conclusive di gioco: tutti gli altri 4 punti lasciati per strada sono arrivati prima del 30 dicembre. Il primo a costringere alla sconfitta la SPAL fu Ghoulam, poi arrivò Chiesa che riagguantò il pareggio per la Fiorentina in una gara che la SPAL stava sino a quel momento vincendo e infine ci pensò Inglese con un gol all'82° minuto a ribaltare il risultato a favore del Chievo togliendo il pareggio agli spallini. Sono otto in totale i gol subiti negli ultimi seicento secondi più recupero da Semplici e i suoi, l'ultimo di questo è stato l'ininfluente (ai termini del risultato finale) gol di Budimir il 25 febbraio scorso. Non lasciare altri punti sul terreno in questo modo potrebbe consentire alla SPAL, che comunque ha una gara di vantaggio in questo momento, di agguantare la salvezza su cui in pochi avrebbero scommesso.

La doppietta di Quagliarella in pieno recupero ha costretto il Crotone a un k.o. pesante nella lotta salvezza (Getty Images)

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Altra squadra che ha avuto un lungo periodo di flessione è stata il Sassuolo che si trova a più tre sul Crotone terzultimo e che è tornato alla vittoria nell'ultimo turno contro l'Udinese. Gli emiliani hanno subito 10 gol nelle 28 partite sin qui disputate dal'81° al 90° minuto, ma tre di questi sono stati decisivi ai fini della classifica e ben due sono arrivati in gare contro il Bologna. La prima beffa è targata Okwonkwo che, da subentrato, decise un brutto derby sino a quel momento regalando la vittoria ai felsinei e lasciando l'amaro in bocca ai neroverdi; la seconda beffa a firma Bologna fu siglata da Pulgar che all'88° ruppe l'equilibrio generato dalle reti di Poli e Babacar dando un'altra vittoria ai suoi e lasciando con un pugno di mosche in mano gli uomini di Iachini. Fra le due sconfitte in extremis targate Bologna, va annoverata anche la sconfitta contro il Genoa che trovò un gol sul finire di gara con Galabinov che fissò il risultato sull'1-0 per i rossoblù. Tutto sommato il Sassuolo non ha fra i suoi problemi quello delle marcature subite nei minuti finali, ma occorre che sistemino le fasi precedenti a questo lasso temporale per non arrivare con la gara già compromessa e saldamente nelle mani degli avversari per evitare una retrocessione che avrebbe del clamoroso.

Ultima squadra in lotta per la salvezza è il Verona che è, curiosamente, la migliore fra le squadre sin qui citate in questa speciale graduatoria. Come per il Sassuolo, il problema è arrivare a decidere le gare negli ultimi dieci minuti, visto che i ragazzi di Pecchia hanno subito ben 27 reti nei primi 35 giri d'orologio della ripresa, tre in più di quanti ne sono stati subiti negli interi primi tempi. Ad ogni modo gli scaligeri hanno subito solo 5 reti nell'ultimo spezzone di gara e non hanno perso nemmeno un punto nel recupero, ma i 3 che si sono visti scivolare dalle mani nelle ultime fasi della gara sono davvero pesantissimi visto che sono arrivati in due scontri diretti: contro la SPAL, sopra di due gol a 5 minuti dal termine prima Paloschi poi Antenucci regalarono un pareggio insperato togliendo due punti al Verona che sarebbero stati utilissimi in questa fase di campionato e prima ancora un gol all'85° minuto di Paolo Pancrazio Faragò regalò i tre punti in rimonta al Cagliari a discapito di un Hellas che aveva trovato il vantaggio con Zuculini in apertura di partita.

Sei squadre, con buona pace del Benevento e dei suoi tifosi che sperano in un miracolo, raccolte in 7 punti e molti di questi saranno decisi negli scontri diretti che ci saranno da qui a fine stagione: il compito di ciascuna di queste squadre è di raccoglierne il più possibile e, magari, di evitare di concederli a tempo scaduto. Perché è vero che le gare sono lunghe 90' più recupero, ma tutto si può ribaltare o confermare negli ultimi 600 secondi e questi possono avere un'importanza rispetto agli altri, specialmente in gare che si annunciano tiratissime.