Il Napoli ritrova ancora una volta la sua storia. Dopo il terzo scudetto conquistato a 33 anni di distanza da quello vinto con Maradona nel 1990, i partenopei dovranno nuovamente fronteggiarsi col club di provenienza del Pibe de Oro. Il trasferimento che ha cambiato la storia del Mediterraneo, nel calcio e non solo, ancora oggi porta con sé uno strascico fatto di cicatrici e omissioni mai del tutto sanate. La “fuga” del più grande da una tra le squadre più prestigiose al mondo e il ribaltamento consacrazione della sua carriera rimette una davanti all’altra le sponde di quel momento storico.

Il confronto ha i suoi precedenti, anche molto recenti. Un ottavo di finale di Champions consumatosi a ridosso della pandemia e durante le chiusure degli stadi nella stagione 2019\2020 e un sedicesimo di finale di Europa League in quella 2021\2022 nella prima annata di Spalletti, quella precedente alla conquista del titolo proprio dei partenopei. L’ottavo del 2020 ha in comune con questo quello del cambio panchina. Allora fu Gattuso a subentrare all’esonero di Ancelotti, adesso è Mazzarri ad aver rilevato Garcia. 1-1 a Napoli e 3-1 per il Barcellona fu il responso di quel confronto. Nel 2022 stesso risultato. 1-1 all’andata al Camp Nou e 4-2 per i catalani al Maradona.

Il Barcellona parte di certo favorito, ma i prossimi due mesi potrebbero incidere sugli equilibri del pronostico di un ottavo in cui le condizioni atletiche delle squadre avranno un ruolo non da poco. Attualmente il Barcellona è al terzo posto nella Liga, con un punto di vantaggio sull’Atletico Madrid (che però ha una gara in meno e che potrebbe superare i catalani) e una distanza di 9 punti dal Girona e 7 dal Real Madrid. La squadra di Xavi nelle ultime quattro gare di campionato ha vinto una volta sola e, nonostante un tasso tecnico elevato, non sembra aver maturato una solidità tattica costante. 

I catalani continuano a praticare il 4-3-3 che proprio con Xavi in campo ha regalato tanti titoli e tanti trofei ai blaugrana. Joao Cancelo e Balde sono i fluidificanti che con Araujo e Koundé formano la linea difensiva. Gundogan, De Jong e Pedri sono la mediana di alta qualità che supporta il tridente offensivo in cui Raphinha e Joao Felix assistono la punta centrale Lewandowski. Gundogan e Pedri hanno una notevole propensione offensiva, mentre Raphinha e Joao Felix sanno anche accentrarsi per i fraseggi in cui Lewandowski funge spesso sia da riferimento offensivo più alto, ma pure come rifinitore in grado di muoversi dialogando con le corsie esterne. L’attaccante polacco, tra i più grandi e titolati centravanti del mondo, è dotato tanto di straordinarie capacità tecniche quanto di qualità atletica e forza fisica, nonché un’imprevedibile rapidità nonostante la mole. 

Ferran Torres, Fermin Lopez e Lamine Yamal sono le alternative più utilizzate da Xavi e di maggiore spicco nell’ampio organico dei catalani che, visti gli equilibri che stanno maturando nella Liga, potrebbero puntare alla Champions come obiettivo principe da raggiungere. Considerando che l’ultimo successo risale al 2015 e da 8 edizioni il Barça non raggiunge la finale del massimo torneo continentale. 

Il Napoli lo scorso anno per la prima volta nella sua storia è riuscito ad approdare ai quarti di finale della Champions League. Quest’anno, però, le condizioni sono differenti. Soprattutto sul piano psicologico, con la squadra lontana dalla vetta (attualmente quinta) e invischiata nella lotta per l’ultimo posto utile per la qualificazione proprio per la Champions, gli azzurri stanno facendo più fatica del previsto per ritrovare la maturazione tattica smarrita durante la gestione senza successo di Garcia.

Il Napoli ha conservato il suo possesso palla, ma è meno incisivo in zona gol, talvolta con azioni troppo macchinose per sorprendere le linee difensive avversarie. Col Barcellona servirà il miglior Napoli per riuscire a trovare la via della rete e per opporsi con efficacia alla qualità di un grande avversario anche sul piano difensivo, anch’esso deficitario in questa stagione fino a questo momento. 

L’ottavo col Barça può rappresentare una svolta importantissima in un’annata in cui i partenopei hanno ancora molto da giocarsi. Considerando i precedenti in cui il Napoli non è mai riuscito a battere i catalani, questo appuntamento può anche valere come rivincita. Una storia di tanti anni fa, ma così vicina al cuore dei napoletani, continua a guardare.