Spezzoni di partita, alcuni brevissimi, da titolare e da subentrante, 11 in totale (401’), tra coppe (girone di Europa League in particolare) e campionato. L’unico segno tangibile di Gerson, in maglia romanista, nella passata stagione, è stato un gran lancio per il gol del momentaneo 1-1 di El Shaarawy contro l’Austria Vienna all’Olimpico, ottobre 2016. Il 17 dicembre 2016 Spalletti lo schiera titolare allo Juventus Stadium nel tridente d’attacco con Dzeko e Perotti destando clamore, la mossa non paga, il brasiliano esce al 46’ sostitutito da Salah.
Nella Roma non c’è altro spazio per il giovane talento brasiliano che potrebbe andare a maturare in un altro contesto: il 30 gennaio 2017 è tutto apparecchiato per il trasferimento al Lille disposto a prelevarlo con un prestito assai oneroso e riservandosi il diritto di riscatto. L’avventura nella Capitale di Gerson, pagato circa 18 milioni, strappato alla concorrenza del Barcellona, dopo pochi mesi di permanenza, potrebbe essere già giunta al termine. E invece arriva il no del giocatore alla proposta del club francese. Un danno per la Roma?
L’ex Fluminense finisce a giocare con la Primavera al Tre Fontane: 4 febbraio 2017, 8-1 al Pisa, dove trova anche la “gloria” personale sul finire del primo tempo realizzando la rete del 5-0. Dopodiché di lui si perdono le tracce: Spalletti infatti non gli regala nemmeno più un minuto in campo, guarda tutte le gare della seconda parte di stagione dalla panchina.
Con Di Francesco inizia a soffiare un vento nuovo per Gerson: l’anno di apprendistato e ambientamento è sicuramente servito al giocatore, anche fisicamente cresciuto, l’allenatore ex Sassuolo non si fa scrupoli a lanciare i giovani di valore e lo impiega sia nel terzetto di centrocampo con Gonalons e Nainggolan che in quello di attacco, sulla destra. Già 9 presenze tra campionato e Champions League, 312’ in campo. La mossa Gerson titolare davanti, a Stamford Bridge contro il Chelsea, con Perotti e Dzeko ricorda quella di Spalletti allo Juventus Stadium, ma stavolta il brasiliano è pronto e riesce a fare il suo dovere con sacrificio e impegno. Contro la Fiorentina al Franchi arrivano i primi gol italiani in Serie A, una inaspettata doppietta nel primo tempo approfittando del ruolo da finalizzatore da esterno destro d’attacco. Mancino di piede, alla Berardi.
Il modo migliore per sfruttare le difficoltà, chi per un motivo, chi per un altro, di Schick, Defrel e Ünder che non stanno riuscendo a dare alcuna garanzia a Di Francesco per la fascia alta del campo. I primi due bloccati da problemi fisici e anche tattici, il turco non parla ancora l’italiano e deve completare il processo di inserimento. Bravo Gerson allora a sfruttare il vuoto, a insinuarsi nello spazio e conquistarsi un posto in vetrina: il classe ’97 ha ora tutte le carte in regola per essere più di un’alternativa in quella posizione dove verrà sicuramente ancora riproposto. “Quest’anno è tutto diverso. Ho cambiato testa e sento fiducia attorno a me. Allenatore, squadra. Di Francesco ha fatto scattare qualcosa”, ha chiarito il numero 30 dopo i due gol ai viola. Listato centrocampista, può essere un fattore anche nelle rose di chi se lo aggiudicherà nel corso delle aste di riparazione o lo ha già preso a prezzo di saldo in estate.