Centodiciotto. Tanti sono i giorni che i tifosi del Napoli e i fantallenatori hanno dovuto attendere per tornare a leggere e ascoltare la notizia più gradita. "Sarri convoca Arkadiusz Milik". Amen. Quattro mesi esatti di assenza dal rettangolo verde, un'eternità per chi aveva avuto l'impatto tipico del grande bomber sulla nostra Serie A (e non solo). Certo, ora si apre davanti al tecnico azzurro un dubbio amletico. Escludendo la trasferta di questa sera a Bologna e forse anche il prossimo incontro casalingo contro il Genoa, chi sarà il 'sacrificato di lusso' per fare spazio all'attaccante polacco dal 1'?
Sfide come quella pareggiata a sorpresa col Palermo la scorsa settimana hanno sottolineato l'importanza di affidarsi a un uomo di peso là davanti. Un giocatore capace di spaccare la retroguardia avversaria quando questa si compatta con il resto della squadra tutta dietro la linea del pallone, a difesa del pareggio. Eppure modificare le attuali alchimie offensive, con un tridente leggero che ha dimostrato un'intesa naturale e pressoché perfetta nella maggior parte delle gare affrontate, potrebbe apparire ad oggi come un suicidio tecnico-tattico. Specie perché, dando per scontata l'inamovibilità di Callejon, si tratterebbe di far scivolare in panchina uno tra Mertens e Insigne. E sappiamo bene quanto il Napoli rischierebbe di rimetterci sotto il profilo dell'imprevedibilità e della rapidità. Probabilmente, però, non dal punto di vista della prolificità sotto porta.
I numeri non mentono mai: nella sua finora breve e sfortunata stagione, Milik ha siglato 4 reti in campionato e 3 in Champions League. Il rapporto minuti giocati / gol realizzati in Serie A è di 1 ogni 105', che scende addirittura a 1 ogni 85' se consideriamo tutte le competizioni. Un rendimento che Sarri dovrà per forza di cose tener presente in vista di una seconda metà di stagione che, tra lotta Scudetto, ottavi di Champions con il Real Madrid e semifinale di Coppa Italia con la Juventus, si preannuncia estremamente dispendiosa per energie fisiche e nervose da impiegare in campo.
L'impatto del centravanti di Tychy sul Belpaese è forse andato oltre le più rosee aspettative estive. Le premesse sul suo conto erano piuttosto in contrasto tra loro: una valanga di reti con la maglia dell'Ajax (52 in 2 Eredivisie), l'Europeo ben giocato ma costellato da diversi errori sotto porta, una cifra importante (32 milioni di euro) investita per portarlo all'ombra del Vesuvio, ritenuta eccessiva da più di qualcuno. Le sue prestazioni hanno poi messo tutti d'accordo. Chissà dove sarebbero adesso lui e il Napoli se quel crociato anteriore sinistro non si fosse rotto quattro mesi fa. Il futuro, però, è una pagina ancora tutta da scrivere. E il popolo azzurro avrà tempo e modo per scoprire fin dove si può arrivare con un punto fermo come Milik nuovamente abile e arruolabile. Una vera e propria arma letale nelle sapienti mani di Sarri.