In questa settimana ha fatto scalpore la rissa che ha visto coinvolto Felipe Melo durante la gara di Libertadores contro il Penarol (clicca qui), ma chi si stupisce di questo evidentemente ha la memoria corta: se si effettua una semplice ricerca su internet in merito ale risse di Felipe Melo prima di quella di questo mercoledì si otterranno quasi 25mila risultati. Quasi 25mila - fra articoli e video - riguardano risse del giocatore ex Juventus, Fiorentina e Inter. Risse e non solo perché il lato comportamentale del brasiliano ha sempre segnato la carriera del mediano brasiliano.

Felipe Melo con la maglia della Fiorentina (Getty Images)

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Nell’estate del 2008 - per la modica cifra di 8 milioni di euro - la Fiorentina acquista dall’Almeria Felipe Melo (eletto dai tifosi giocatore dell’anno, ndr) e subito il suo carattere fumantino viene fuori: è l’11 aprile 2009 e al termine di Fiorentina-Cagliari succede qualcosa negli spogliatoi del Franchi. Massimiliano Allegri - all’epoca allenatore dei sardi - si presenta davanti alle telecamere annunciando: "Sembra che i giocatori della Fiorentina abbiano aggredito i nostri, anche se io non so sinceramente cosa è successo. Di sicuro però un nostro giocatore, Lopez, è spaccato”. Per spaccato si intende una ferita sulla fronte da cui è fuoriuscito molto sangue. L’autore dell’aggressione? Il nostro Felipe. A rivelarlo è il giudice sportivo che sanziona il centrocampista della Fiorentina con cinque giornate di squalifica per aver colpito con un pugno il giocatore del Cagliari. Come inizio non c’è male.

Questi primi segni di squilibrio però non vietano alla Juventus di spendere 25 milioni per lui a solo un anno dal suo approdo in Italia. Il battesimo in maglia bianconera mostra subito il suo carattere da gladiatore: durante il corso del Trofeo Berlusconi sceglie di andare a muso duro contro Gattuso - uno non molto malleabile - proprio per dimostrare la sua vigoria. La Juventus farà qualcosa per tentare di arginare questi comportamenti del brasiliano… Assolutamente no. Arriva il 5 dicembre del 2009, il giorno di Juventus-Inter: fra i nerazzurri c’è un altro giocatore dal carattere fumante che indossa il numero 45 e ovviamente Felipe Melo deve mostrare di essere lui il più duro in campo: la gara volge al termine, i bianconeri stanno vincendo per 2-1 quando dal nulla il brasiliano allarga l’alettone colpendo con una gomitata Balotelli scatenando un parapiglia che coinvolge chiunque in campo. La stagione del brasiliano prosegue serena dal punto di vista disciplinare con soltanto due rossi all’attivo e il buon rendimento - a prescindere dai risultati della Juventus - gli consente di essere convocato al Mondiale tenutosi in Sud Africa in cui lui si rende, suo malgrado, protagonista nel quarto di finale che sancisce l’eliminazione dei super-favoriti verdeoro. 

Il ritorno alla Serie A pare non subire ripercussioni dalla cocente eliminazione sudafricana, ma in qualche parte remota del suo cervello deve essere rimasta e alla prima occasione il suo nervosismo torna nuovamente a galla, anche con i compagni di squadra: infatti durante un allenamento dell’ottobre del 2010 Felipe Melo viene alle mani con Sissoko durante la partitella in famiglia. Nessuna ripercussione per i due giocatori, ma questo episodio mostra che Felipe Melo difficilmente cambia e - puntuale come le tasse - arriva un nuovo segno di squilibrio. Mentre tutti i bambini stanno scartando i doni portati dalla Befana, Felipe Melo decide di regalare la propria personalissima calza a Paci: al minuto 16 della gara poi persa 4-1 dalla Juventus di Delneri il nativo di Volta Redonda stampa il proprio scarpino destro sul volto del difensore. Rosso diretto e tre giornate di squalifica. Questo è l’episodio che sancisce la fine del suo rapporto con i tifosi e con il club bianconero. Difatti nell’estate seguente approda Antonio Conte sulla panchina e il brasiliano finisce prima fuori rosa e poi viene spedito al Galatasaray. 

In Turchia diventa subito un idolo della tifoseria e non solo per le prestazioni in campo, ma anche per la “passione” che mette contro gli avversari storici del club, come Besiktas e Fenerbahce - ma a questo penseremo più avanti -. Prima, però, ci fermiamo all’aprile del 2012 (evidentemente l’area primaverile manda in cortocircuito Felipe Melo): durante un allenamento il brasiliano ha uno scontro verbale con Albert Riera, ma come ben sappiamo le sole parole non bastano al brasiliano per calmare le acque. Infatti al termine dell’alterco sul campo di allenamento, negli spogliatoi del centro sportivo del Galatasaray avviene il secondo round e il vincitore per K.O. non può che essere Felipe Melo che con un destro apre il volto allo spagnolo costandogli una gita all’ospedale. Dicevamo prima del suo comportamento contro i rivali storici del Gala e ora è giunto il momento di ricordare cosa avvenne il 27 gennaio 2013 e il 22 settembre dello stesso anno sempre contro il Besiktas: nel primo caso decise di emulare Totti sputando direttamente sul viso di Oguzhan Ozyakup, mentre nel secondo caso decise di optare per qualcosa di ancora più plateale coinvolgendo addirittura i tifosi avversari. Siamo nei minuti di recupero di Besiktas-Galatasaray, il Gala vince 2-1 grazie ad una doppietta di Drogba, ma Felipe Melo decide di amputare una gamba di Ramon Motta con un intervento senza senso: rosso diretto e due giornate di squalifica. Ma potrà finire in questo modo? Assolutamente no! Infatti prima di imboccare il tunnel degli spogliatoi il brasiliano si toglie la maglia e - anticipando quello che farà Messi - mostra la maglia al pubblico avversario: piove di tutto in campo all’indirizzo del giocatore e, per essere sicuri di non far uscire intero Felipe Melo dal campo, il pubblico del Besiktas invade il campo con tanto di sedie di plastica al seguito facendo scattare il fuggi fuggi generale. L’ex Juventus è sempre più idolo del pubblico del Galatasaray. 

Felipe Melo è stato un vero e proprio idolo dei tifosi del Galatasaray (Getty Images)

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Ma perché limitarsi solo al Besiktas quando a Istanbul c’è anche l’odiatissimo Fenerbahce? Ed ecco che nell’agosto del 2014 arriva immancabile la mega rissa. Supercoppa di Turchia, il Galatasaray di Prandelli si gioca tutto ai rigori ed è il turno di Felipe Melo: rigore sparato altissimo e subito dopo arriva la rissa con Volkan Demirel che aveva esultato - troppo - per l’errore del brasiliano (per la cronaca il Gala perderà la Supercoppa 3-2 ai rigori). Il motivo di questa esultanza smodata da parte del portiere? Bisogna fare un salto indietro al marzo precedente quando Felipe Melo nella gara vinta dal Galatasaray per 1-0 grazie alla rete di Sneijder si fece espellere sul finire della partita dopo aver aizzato di continuo il proprio pubblico a beffeggiare gli odiati avversari. Questo gasò tremendamente il pubblico di fede giallorossa che acclamò Felipe Melo dopo l’espulsione come se avesse deciso lui direttamente la partita.

La sua esperienza in Turchia finisce - per la tristezza del pubblico del Galatasaray - e inizia quella con la maglia dell’Inter: in molti hanno delle perplessità sul suo carattere - come dar loro torto - ma è innegabile che lui tiene le redini del centrocampo della squadra che conclude il 2015 in vetta alla classifica. Il crollo dell’Inter arriva con la sua assenza, ma perché Felipe Melo manca per le prime tre gare del 2016? Per un’entrata assurda ai danni di Biglia che gli costa il rosso e inizia a creare delle crepe nello spogliatoi dell’Inter dato che si sfiora quasi la rissa fra lui e Icardi proprio al termine della gara. La sua esperienza all’Inter volge poi verso il termine, nonostante il suo affetto per questa maglia non verrà mai negato nemmeno dopo il trasferimento al Palmeiras - memorabile il video girato durante Inter-Atalanta vinta dalla squadra di Pioli per 7-1 -.

Felipe Melo poco prima di cimentarsi nelle arti marziali con Biglia (Getty Images)

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Il carattere è stato sempre il punto di forza, ma anche il punto debole di Felipe Melo: i suoi tifosi o lo hanno amato per la passione mostrata in campo o lo hanno odiato per le sue uscite fuori luogo che sono costate caro alla sua squadra. Verosimilmente senza queste escandescenze non avrebbe avuto una carriera così lunga, ma è pensabile che se li avesse attenuati il suo palmares sarebbe composto da più di dieci titoli. Questa considerazione rimarrà senza una soluzione. Adesso si spera che Felipe Melo non legga questo articolo, sia mai che possa trovarlo irrispettoso e voglia litigare con la redazione.