L'onore tributato all'Italia campione d'Europa dopo che qualche giorno fa l'aveva snobbata, ma anche la ben più importante condanna sui social alla deprimente cascata di odio razziale sui giocatori inglesi "rei" di aver sbagliato il proprio rigore: nel mirino Rashford e Saka e a Rio Ferdinand la cosa non va giù. Su twitter l'ex difensore inglese tuona contro gli autori degli insulti razziali.

Rio Ferdinand: "Italia la migliore squadra del torneo"

"Abbiamo perso nella finale di Euro2020 contro la migliore squadra del torneo. Che è imbattuta ad ora da 34 partite, una striscia che dura da quasi 3 anni! L'energia pre-partita nello stadio è stata la più elettrica che abbia mai visto all'interno dello stadio di Wembley".

Ferdinand contro i razzisti: "Questi idioti avrebbero cantato per Sterling..."

"Ora è pazzesco per me come dopo 120 minuti di calcio e i rigori la sensazione nei confronti di alcuni dei nostri giocatori dell'Inghilterra sia cambiata drasticamente. Subito dopo la partita le piattaforme di social media sono diventate il luogo tossico e razzista per i topi ignoranti e codardi, per iniziare a sputare i loro sentimenti disgustosi. Nascondendosi dietro la coperta di sicurezza che sono le piattaforme dei social media, queste persone disgustose possono continuamente ad insultare i nostri giocatori inglesi sapendo che sono al sicuro per poter rimanere anonimi. È una vergogna che qualcuno debba ricevere questo tipo di odio online... e basti pensare a questi stessi idioti che solo pochi giorni fa avrebbero celebrato la brillantezza di uno Sterling o di un Saka o di un Walker per i loro sforzi in una maglia dell'Inghilterra. Potrei scommettere fino all'ultima sterlina che avrebbero cantato la canzone di Raheem Sterling facendo quasi scoppiare le vene dei loro corpi. Ma l'Inghilterra perde e quella gioia e il senso di essere uniti svaniscono immediatamente e i nostri giocatori di colore diventano il bersaglio. È un peccato che siamo continuamente qui a fare le stesse domande e ancora non c'è abbastanza movimento per cambiare le cose".

Getty Images
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