Nel giorno di Italia-Turchia che aprirà gli Europei Arrigo Sacchi frena sui sogni di gloria degli azzurri: per l'ex ct, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, sono da rivedere le aspettative sulla squadra di Mancini, che ha già fatto un grosso lavoro sul progetto azzurro, ma l'Italia in questo momento parte dietro altre squadre.

Europei, le ambizioni dell'Italia secondo Arrigo Sacchi

"Spero vada il più avanti possibile, ma ci sono squadre sulla carta più qualificate. Abbiamo sempre la memoria corta: quante volte abbiamo vinto l’Europeo? Solo nel 1968. E gli ultimi risultati? Abbiamo saltato il Mondiale. E i club? Non vincono da undici anni… Perché allora la Nazionale dovrebbe vincere? Non chiediamole più di quello che può. Quando una squadra dà tutto quello che ha, ha già vinto".

Sacchi: "Ci sono squadre più forti dell'Italia"

"Decisiva sarà la squadra. Ancora oggi c’è qualcuno che oggi pensa che il calcio sia uno sport individuale, ma 1×1 fa 1, mentre 1×10 fa 10. Per esperienza e talento ci sono squadre più forti, ma il calcio è uno sport di squadra, di sinergie e collaborazione. Andremo avanti giocando da squadra. Oggi non è possibile avere giocatori che non siano polivalenti: tutti attaccano e tutti difendono, in spazi strettissimi. Poi dipende dall’atteggiamento: se si va in vantaggio e si arretra…".

Italia, Sacchi sul lavoro di Roberto Mancini

"Sta facendo un lavoro enorme. Anche dal punto di vista storico. Nel 2016 con Conte siamo usciti, ma con dignità. Chiediamogli la dignità. La sua impresa e coraggiosa e innovatrice. Entusiasmo, modestia e intelligenza sono le nostre armi. Abbiamo fatto squadra due volte grazie agli effetti del pubblico ludibrio nell’82 e nel 2006. Cerchiamo di migliorare anche culturalmente. Dopo il Mondiale '94 scrissi solo 'grazie a tutti', perché siamo andati oltre le nostre possibilità".

Roberto Mancini (Getty Images)
Roberto Mancini (Getty Images)