Dopo 7 punti in 3 partite, non senza patemi, la Sampdoria ha nuovamente tonfato contro il Verona, un 2-0 che non lascia spazio a polemiche e recriminazioni. Contro l’Hellas i ragazzi di Delio Rossi sono apparsi nuovamente lenti, quasi svogliati, totalmente privi di idee. E domenica arriva il Sassuolo, che a discapito dei 3 punti in meno in classifica, sta fin qui esprimendo un gioco nettamente migliore rispetto ai blucerchiati.
Urge cambiare. Spesso questo verbo fa rima con rischiare, ma appare necessario. Soprattutto in quei ruoli occupati dagli intoccabili, da coloro che all’inizio di stagione sembravano quelli che avrebbero dovuto caricarsi la squadra sulle spalle e invece sono tra quelli in maggior difficoltà. Uno per settore: capitan Gastaldello, Krsticic, Gabbiadini.
Nessuno dei tre, salvo il Gabbia nelle primissime uscite, ha mai mostrato quello che sa fare. E dopo 10 partite, ci vuole una svolta. Pur forzata, ma ormai si rende necessaria. Regini lo scorso anno è stato forse il miglior centrale della B, ed è un patrimonio da valorizzare. Dentro lui (per altro inadatto, e col Verona lo abbiamo nuovamente notato, all’impiego sulla fascia sinistra), Gastaldello alla rilettura.
Krsticic, frenato è vero da un lieve infortunio, quando impiegato, ovvero praticamente sempre, ha mostrato meno di quanto fatto intravedere da Gentsoglou in nemmeno due partite intere sul campo. Dentro il greco, Krsticic alla rilettura.
Gabbiadini è la croce più grande. Doveva essere il faro di questa Samp, sta diventando il fardello più pesante da portare. Avulso. Anche lui è un patrimonio, forse deve semplicemente rifiatare, fatto è che da settimane è un fantasma tra le maglie delle difese avversarie. Dentro Pozzi, che corre come un pazzo anche se si perdesse 5-0, Gabbiadini alla rilettura.
Mosse dolorose, non c’è dubbio. E Regini, Gentsoglou e Pozzi non sono Terry, Iniesta e Ibrahimovic. Ma quì ci vuole una scossa, o altro che salvarsi alla trentaseiesima…
Niccolò Bagnoli per Canale Sampdoria