A Sky Sport, Mirko Vucinic è tornato a parlare della partita che fece perdere lo Scudetto alla sua Roma contro l'Inter, Roma-Sampdoria: "È una ferita aperta che non si rimarginerà mai più, rimarrà per sempre. Quella partita persa contro la Sampdoria ancora non riesco a spiegarmela, probabilmente è stato il destino a volere così. Lite con Perrotta? A fine primo tempo non accadde nulla di particolare, scendemmo comunque in campo con la stessa voglia di vincere. Sicuramente non è stato quell'episodio a condizionarci".

Sul derby vinto in rimonta senza Totti e De Rossi: "Ranieri tolse il muro portante della nostra casa e in quel momento abbiamo pensato che potesse crollare tutto. Invece abbiamo vinto e dopo quella vittoria ho festeggiato molto, tornando a casa non esattamente sobrio. La Lazio mi ha sempre portato bene: era bello perchè tutti i miei amici più cari sono laziali e mi hanno sempre detto un sacco di parolacce".

Poi il passaggio alla Juventus: "Con il mister siamo diventati una macchina da guerra. Nessuno all'inizio della prima stagione pensava che avremmo potuto vincere e invece, mattone dopo mattone, abbiamo costruito una casa bellissima. Il momento più importante di quel campionato 2011-2012 è stato la vittoria in casa contro il Milan. I rossoneri sulla carta erano molto superiori a noi, ma quel successo ci ha fatto capire che ce l'avremmo potuta fare".

Totti e Del Piero: "Loro sono poesia. Quando toccano la palla si sente un rumore diverso. Sono fenomeni e un giorno potrò raccontare ai miei figli di aver giocato insieme a loro. Leader nello spogliatoio? Sono dei numeri uno in campo e fuori, non si può essere capitani della propria squadra per così tanto tempo se non si hanno queste doti".