Intervistato ai microfoni del Corriere dello Sport, Pinamonti ha parlato così del suo momento con la maglia del Sassuolo. Di seguito uno stralcio delle parole del bomber neroverde.
Sassuolo, le parole di Pinamonti
Pinamonti, quanto è soddisfatto?
«Lo sono perché miglioro negli anni. Analizzo le mie prestazioni per crescere, oltre alle statistiche di gol e assist sono contento di quanto riesco a dare alla squadra e perché so stare dentro la partita. Sono l’uomo più felice del mondo quando arriva il gol e spero di farne tanti».
Ci pensa alla Nazionale?
«È normale, ce l’ho in testa come obiettivo. Mi piace competere per un grande obiettivo. Voglio migliorarmi giorno per giorno per arrivarci».Ha un messaggio per Gattuso?
«No, cerco di allenarmi e giocare come se ogni partita fosse la più importante della mia carriera per arrivare all'azzurro. Più di migliorarmi non posso fare. Penso che sia realizzabile, non posso dire la tempistica».
Il 9° posto vi gratifica?
«Da neopromossa non era per niente scontato, nessuno poteva immaginarlo. Siamo soddisfatti, ma non ci accontentiamo e proviamo a salire. Mi piace l’umiltà di capire ciò che siamo, non ci siamo dati un traguardo. Guardiamo a ogni singola gara per poi tirare le somme, consapevoli di quanto sia difficile. Contenti di dove stiamo e del margine dietro, ma questa Serie A resta difficile e imprevedibile. Andiamo avanti, poi si vedrà».
Grosso è l’allenatore giusto per lei?
«Si è creato un ottimo rapporto fin dall’estate. Mi ha sempre parlato, mi ha dato consigli utili. Mi è vicino e per un giocatore vuol dire molto. Mi ha sempre difeso e l’ho ringraziato più volte. È importante avere il supporto dell’allenatore e dei compagni. Mi fa stare sereno, mi ha sostenuto continuamente magari anche per il lavoro che ho sempre fatto per la squadra».
Pinamonti vuole giocare in una big, è così?
«Sfido chiunque a non pensarci. È legittimo voler giocare in futuro in una piazza grande e importante. So che per riuscirci devo lavorare, crescere, impegnarmi e dimostrare di meritarlo. Solo così potrei un giorno riuscirci».
Cosa le manca per il salto di qualità?
«Difficile dirlo, per come sono fatto io manca un po’ di tutto. Cerco in allenamento di migliorare dove so e penso di poter migliorare. Il discorso è troppo complesso, con i sacrifici si può migliorare e quindi ambire al meglio».
Un vantaggio giocare con Berardi?
«Assolutamente sì. Lo conosciamo tutti, a Sassuolo ha fatto la storia di questa società. Quando scende in campo porta la qualità e l’esperienza in più che fanno giocare meglio tutti e pure io che gli sto al fianco. Si porta via gli avversari e agevola tutti».