Intervenuto ai microfoni di Kiss Kiss Napoli, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentis è tornato a parlare del futuro del club azzurro, soffermandosi sulle voci di una possibile cessione delle quote societarie.
Napoli, le parole di De Laurentiis
"Il Napoli non è in vendita. Io il calcio non lo sapevo fare e ho imparato e penso di saperlo fare abbastanza bene, in un calcio vecchio che andrebbe rivisitato e liberato dal gioco di chi le squadre non le ha e ci conduce per mano giorno dopo giorno. A un certo punto, circa un anno fa, ricevo una richiesta di incontro da Matt Rizzetta, che non conoscevo, e io per educazione feci l’incontro. Lui mi introduce a un paio di fondi che rappresentava e volevano comprare il Napoli.
Alla fine, io per vedere e saggiare il valore del Napoli, è accaduto fino a febbraio-marzo, abbiamo messo i loro e i nostri avvocati a confrontarsi. Ho detto: “Scusatemi, prima di dare un valore effettivo gli ho messo a disposizione i miei amministrativi per una due diligence, ma non è iniziata mai, perché è la prima cosa che si fa. La due diligence è un dato di fatto abituale, ma non iniziò mai”. Questa cosa mi divertiva molto e volevo capire fino a che punto si volesse arrivare. Alla fine questa cifra di 2 miliardi e 260 volevano pagarla una parte alla firma e una parte rateizzata in tre anni.
Prima mi hanno detto che avrei fatto da presidente, ma poi questo ruolo sarebbe diventato presidente onorario. Ma io ho una responsabilità verso una città, una regione, un popolo con 83 milioni di follower nel mondo. In questi anni abbiamo stravolto le regole del gioco, sviluppato brand da soli, maglie e passi in avanti che altri club non fanno. Quindi io che garanzie ho se dovessi cedere senza rimanere al comando? Al di là dei soldi. Quando vuoi dilatare i soldi in tre anni parti male.
Ci siamo visti allo stadio perché Rizzetta vuole venire in tribuna d’onore e lo ospito. Ci siamo visti anche perché mi ha invitato a una partita di basket. Lui mi chiede ancora: “Ma non vuoi vendere?”. Io gli ho detto che è importante rimanere in buoni rapporti. Io per il momento non ho deciso di vendere, ma se dovessi vendere venderei a un napoletano piuttosto che a un americano, perché ognuno conosce casa propria, le persone con le quali rapportarsi e la quotidianità".
De Laurentiis sullo stadio
"Io voglio fare lo stadio. Sarà un grande impegno anche fisico. Si dovrà fare per creare una realtà che oggi non esiste. Rizzetta avrebbe accettato il Maradona. Al Maradona sarebbe utile fare un grande parco, riempirlo di verde, visto che anche quella è una zona che telluricamente ha problemi".