Non vanno per nulla bene le cose in casa Milan, dopo la lunga trafila di risultati non positivi, culminata con la sconfitta interna di ieri nel 'Berlusconi' contro l'Inter. Da Milanello, stamane, filtrano peraltro indiscrezioni importanti in merito alla posizione del tecnico serbo, prescelto da Galliani e che non ha mai entusiasmato il Cavaliere: da oggi la sua panchina è a rischio, e se contro Sassuolo e Chievo - le prossime due gare dei rossoneri, nel weekend e nel turno infrasettimanale - non arriveranno almeno 4 punti, potrebbe essere esonerato.

 

GLI ERRORI DI SINISA - Nella Milano rossonera, si sa, non si licenziano mai gli allenatori a cuor leggero. L'intera dirigenza, anche in casi estremi (vedi Inzaghi lo scorso anno) ha sempre esitato ad allontanare i tecnici a stagione in corso: ma la rivoluzione Mihajlovic, in queste prime 8 gare, non s'è praticamente mai vista, il rendimento di alcuni presunti titolari è stato al di sotto delle aspettative, e quello dei presunti rincalzi non è mai stato tale da spingere al turn-over. Ieri, nel derby, l'ennesimo "errore" che non è piaciuto ai vertici rossoneri: pur mettendo in campo una formazione fatta sostanzialmente di riserve, in mezzo al fianco di Poli e de Jong è sceso Bertolacci e non José Mauri. L'ex Genoa s'è fatto male, e adesso è a forte rischio per la prossima gara. E intanto uno dei gioiellini ("giovani e italiani", come chiedevano i Berlusconi) della campagna acquisti, sinora, non ha mai giocato neanche un minuto.

 

 

BERLUSCONI RIFLETTE - "Volevo vincere, invece abbiamo fatto un'altra brutta figura", ha detto il patron a fine gara. Una frase sibillina, che lascia adito ad interpretazioni variegate. E che apre le porte anche al suddetto cambio in corsa: sfumata ormai definitivamente la suggestione Ancelotti, sarebbe possibile teoricamente richiamare - clamorosamente - Seedorf, il cui pesante ingaggio è stato peraltro completamente liquidato nel 2014. A contratto resta anche Inzaghi, che però non piace ai tifosi: Superpippo ha ancora un ingaggio col Milan sino al 30 giugno 2016 con stipendio intorno al milione e mezzo netto: poco meno del serbo, che oggi ne percepisce circa 2 più bonus. Ecco perchè, in caso di esonero dell'ex Samp, il Milan si ritroverebbe con tre tecnici ancora sotto contratto, di cui due ancora da saldare.

 

E SALE DONADONI - Lo spiraglio possibile, quindi, si chiama Brocchi, da giugno 2014 tecnico della Primavera ed in quanto tale già stipendiato. Al suo fianco, come si ripete ormai da parecchie settimane, ci sarebbe un esperto uomo di campo come Marcello Lippi, da oltre 10 anni nel mirino di casa Milan, che però andrebbe impetuosamente corteggiato. L'ex C.T. non più tardi di qualche giorno fa ha confermato i contatti coi rossoneri, ma anche di "non aver voglia, in questo momento, pur trattandosi di una grande squadra". Un "No, grazie" che rimanda al mittente le voci d'un possibile accoppiamento con il tecnico 39enne, di fatto raffreddandone la candidatura. Già di per sé non particolarmente stimolante per mr. Taechaubol e gli investitori stranieri che rappresenterebbe. L'ultimo nome disponibile, su piazza, è invece quello di Roberto Donadoni: svincolato dopo il fallimento dei ducali, già richiesto dal Bologna (che ha Rossi in bilico dopo le 7 sconfitte in 8 gare), a Parma percepiva circa 800 mila euro. Non scalda la piazza, ma da grande ex rossonero è un fedelissimo di Berlusconi, oltre che un gran 'curatore' di piazze malate. E poche, oggi, lo sono quanto il 'suo' Milan.