Cinque giornate sono poche per tracciare sentenze, abbastanza per riconoscere una partenza fuori dall’ordinario. Cagliari e Frosinone sono le due grandi rivelazioni di questo inizio di Serie A Enilive: due provinciali poco abituate a guardare la classifica dall'alto, sospinte da un'identità forte e da un'anima profondamente italiana.

Il Cagliari ha raccolto 12 punti su 15, arrendendosi soltanto all'Inter, ed è quarto in solitaria, a una sola lunghezza dal trio di testa Roma-Inter-Lazio. Il Frosinone, neopromosso, segue a quota 10, sesto insieme a Juventus e Como.

Il Cagliari ha vinto quattro delle prime cinque partite di Serie A soltanto per la seconda volta nella propria storia: la prima fu nel 1969/70, l'anno dello storico Scudetto. E mai prima d'ora aveva cominciato un campionato vincendo tutte le prime tre trasferte. Il Frosinone non era invece mai partito così forte in massima serie. I 10 punti superano gli otto raccolti nelle prime cinque giornate del 2023/24; anche i nove gol rappresentano un nuovo massimo, uno in più rispetto alla precedente partecipazione.

Due partenze esaltanti con diversi punti di contatto: un nucleo di giocatori ben radicati nei rispettivi club, giovani cresciuti in casa, due portieri tra i migliori di questo avvio e marcatori azzurri inattesi. Palmisani e Caprile proteggono la porta, Raimondo e Maldini trovano i gol. Ingredienti comuni dietro a due squadre che, tatticamente, hanno però scelto strade diverse.

L'analisi completa dal sito di Lega Serie A.

Frosinone, la forza di chi c'era già

La vittoria contro il Como è forse l'immagine migliore del progetto costruito da Massimiliano Alvini. Sette italiani nell'undici iniziale, più di qualsiasi altra squadra nella giornata, e nove titolari già presenti nella scorsa stagione: il gruppo che si è conquistato la Serie A sul campo sta dimostrando di poter reggere il salto di categoria. Un nucleo giovane e legato al progetto: 23,9 anni l'età media della rosa, la seconda più bassa del campionato dopo quella del Monza.

Contro il Como il vantaggio porta la firma di Giacomo Calò, al primo gol in Serie A a 29 anni dopo una lunga carriera in B. Miglior assistman della cadetteria nella scorsa stagione, il salto di livello non sembra averne frenato la creatività: dopo cinque giornate è già secondo in Serie A per occasioni e grandi occasioni create, dietro soltanto a Dybala. Il raddoppio, ancora al termine di un'azione manovrata, è arrivato dal giovane georgiano Zuriko Kvernadze.

A blindare il successo ci ha pensato Lorenzo Palmisani. Il portiere cresciuto nel vivaio frusinate ha chiuso la porta con almeno sei interventi spettacolari e un impressionante valore di 2,64 gol prevenuti, guadagnandosi clean sheet e premio di PANINI Player of the Match.

Una prestazione da urlo che è stata il modo migliore per festeggiare la convocazione nell'Under 21, condivisa con altri quattro compagni — Calvani, Cichella, Fini e Raimondo — e un'altra conferma di un impatto positivo con la Serie A: Palmisani è secondo in Serie A per gol evitati (3) e terzo per percentuale di parate (84%).

Pressare per sorprendere

Alvini ha costruito una squadra che vuole aggredire la partita, anche a costo di concedere campo alle proprie spalle. I ciociari sono primi in Serie A per PPDA (7,58) e quarti per recuperi sulla trequarti. Contro il Como si è visto un atteggiamento spregiudicato soprattutto nella pressione sui due play lariani: aggressione alta, duelli individuali e disponibilità ad accettare l'uno contro uno.

Il controllo attraverso il palleggio, invece, non è una priorità. Il Frosinone è ultimo per passaggi riusciti a partita (200) e precisione (71,8%), diciottesimo per possesso con il 41,5%. Il minor controllo del pallone viene compensato da una fase difensiva molto aggressiva: è terzo per intercetti e contrasti, primo per spazzate e duelli aerei, con Cittadini e Monterisi leader indiscussi della retroguardia.

La stessa aggressività produce effetti anche dall'altra parte del campo. Nessuno ha segnato più del Frosinone nel primo tempo: sette gol, come la Roma. Pressare, recuperare, verticalizzare: la ricetta di Alvini per portare subito la partita sul terreno preferito dai suoi.

Maldini, nove punti con tre gol

Se Palmisani è uno dei volti del Frosinone, Daniel Maldini è l'uomo copertina del Cagliari.

Tre presenze consecutive a segno, per la prima volta in Serie A, e soprattutto tre gol vittoria. Nove punti che portano direttamente la sua firma. Anche il repertorio racconta un giocatore ritrovato: il colpo di testa contro il Lecce, il rigore alla sua ex Atalanta, infine la zampata da rapace a Udine, una rete meno spettacolare, ma forse ancora più significativa per concentrazione e cattiveria agonistica. Tre reti diverse per esecuzione, identiche per peso.

Una striscia che gli è valsa il ritorno in Nazionale, dove mancava dal dicembre 2025. E Maldini non sarà l'unico rossoblù a raggiungere Mancini: Alessandro Romano, centrocampista classe 2006 e una delle sorprese dell'avvio sardo, ha ricevuto la prima convocazione assoluta. Un segnale dell'anima italiana su cui sta crescendo il Cagliari di Pisacane.

Alle loro spalle c'è poi Elia Caprile, protagonista silenzioso della scalata. Il portiere guida la Serie A per percentuale di parate (90,5%) ed è terzo per gol evitati, con un valore di 2,6. Numeri che aiutano a spiegare uno dei dati più impressionanti del Cagliari: appena due reti incassate in cinque giornate, miglior difesa del campionato.

Il Cagliari sa aspettare

Se il Frosinone va a cercare l'avversario, il Cagliari sa aspettarlo. La squadra di Pisacane non ha bisogno di contendersi a lungo il pallone per sentirsi dentro la partita: resta compatta, accetta di difendere più bassa e sceglie con cura il momento in cui colpire.

I numeri rendono ancora più particolare la sua classifica. I sardi sono penultimi per possesso (40,7%) e tocchi in area avversaria (75), 17° per tiri totali (54), 18° per grandi occasioni create (7) e ultimi per PPDA (19,89). Eppure hanno 12 punti.

Quattro vittorie, tutte con un solo gol di scarto, tre porte inviolate e appena due reti subite. Il Cagliari sta trasformando partite in equilibrio, spesso giocate sul filo, in punti pesanti, affidandosi alla compattezza e a un'efficacia quasi chirurgica nei momenti decisivi.

È qui che le strade di Pisacane e Alvini tornano a incrociarsi. Quando la partita lo richiede, entrambe le squadre sanno rinunciare all'estetica: Frosinone e Cagliari infatti sono le prime due della Serie A per spazzate a partita.

La differenza è in ciò che accade prima. Il Frosinone prova ad allontanare il pericolo aggredendo in avanti, alzando pressione e intensità; il Cagliari restringe gli spazi, assorbe la pressione e aspetta il momento giusto per ripartire. Due interpretazioni differenti della stessa capacità: portare la partita dove conviene.

Ed è così che, dopo cinque giornate, Cagliari e Frosinone si sono guadagnate il diritto di guardare la Serie A dall'alto. Non soltanto due partenze sorprendenti, ma due squadre che hanno già trovato un'identità riconoscibile e uomini capaci di esaltarla.

Dopo la sosta, il calendario alzerà improvvisamente l'asticella: Napoli-Frosinone e Cagliari-Juventus. Dalle sorprese alle grandi sfide, senza passaggi intermedi. Per sardi e ciociari sarà l'occasione di scoprire se queste vertigini possono diventare un'abitudine.