Dopo appena quattro giornate di campionato, l'avventura di Domenico Tedesco in quel di Bologna è terminata con un bottino amaro: un solo punto in classifica in quattro giornate e la sensazione che qualcosa non abbia funzionato all'interno della gestione della rosa; l'arrivo di Raffaele Palladino cambierà, come ovvio, quelli che sono gli scenari attorno alla squadra rossoblu, andando anche a prefiggere nuove soluzioni sotto il punto di vista tattico. 

Bologna, Palladino ed il possibile cambio di modulo 

Che Palladino possa andare a modellare la squadra secondo quelle che sono le sue idee di gioco, sembra più che plausibile: l'allenatore sa bene che questa squadra è stata costruita per sposare un certo tipo di vestito tattico (4-2-3-1), ma ciò non toglie che sarà proprio il suo primo obiettivo andare a incanalare nuova verve e soprattutto indicazioni chiare per cercare di cambiare nel minor tempo possibile. 

Quella della difesa a tre, chiaramente, sarà una delle indicazioni primarie sulla quale poi andare a costruire tutto il telaio della formazioni iniziale: da qui la necessità di dare maggiore spazio ed importanza agli esterni, con un occhio di riguardo a quello che è il ruolo del centravanti che avrà il compito di dare spinta ma anche di valorizzare il lavoro di tutta la squadra che, come accaduto con Kean alla Fiorentina, giocherà proprio per metterlo nelle condizioni di far male agli avversari. 

Piccoli o Dovbyk, quale sarà la scelta di Palladino? 

Ad oggi i numeri dicono che Roberto Piccoli è stato senza dubbio il nome principale sul quale si è sviluppato l'attacco della squadra con Domenico Tedesco in panchina, un po' per volontà e un po' per necessità: l'ex attaccante di Fiorentina e Cagliari ha sempre giocato dal primo minuto, portando a casa soltanto un gol (la MV è 5,70, mentre la FM è 6,30). 

Artem Dovbyk, invece, è entrato a gara in corso nelle prime tre partite, fermandosi poi per infortunio e saltando i match contro Napoli e Torino: anche per l'ucraino un gol a referto, quello segnato contro il Sassuolo, ma al tempo stesso la sensazione netta che i margini di miglioramento siano più che presenti (la MV è 5,83, mentre la FM 6,67). 

Ed allora, alla ripresa Palladino avrà il compito di gestire questi due attaccanti, dando spazio ad entrambi ma soprattutto cercando di capire chi dei due possa effettivamente fare al caso suo: l'allenatore ha una certa predisposizione per i centravanti dallo spiccato valore qualitativo, ed in questo senso Dovbyk potrebbe colpire maggiormente; ma, al tempo stesso, il dinamismo di Piccoli e la capacità di svariare in maniera più elastica su tutto il fronte d'attacco, potrebbe convincere Palladino a fare determinati tipi di scelte.

Le prossime settimane saranno di lavoro e valutazione, c'è tutto il tempo per andare a costruire e decifrare quello che sarà il fronte offensivo del Bologna nei prossimi mesi.