"Si riparte da Montella? fate bene a farmi questa domanda. Ho ribadito in tutte le salse che c'è la massima fiducia in Montella da parte mia e di Mirabelli. Montella sa fare calcio, lo sa fare bene e lo farà anche quest'anno. Lui sa come costruire la squadra, e i risultati arriveranno. Il calcio è fatto di 'up and down', di imprevisti, ma noi cerchiamo di dare al tecnico e ai giocatori la massima tutela e serenità per trasformarli da eccellenti individualità in un gruppo. Confermo che il nostro obiettivo è un posto in Champions: siamo al 20% del campionato e sapevamo che la prima parte per noi sarebbe stata la più difficile. Oggi siamo decimi perchè la nostra media è di un punto e mezzo a partita, ma c'è tempo per recuperare. Se non ce la facessimo sarebbe sgradevole, e vorrebbe dire posticipare tutti progetti della società. Ma non sarebbe un dramma". Così Marco Fassone post derby, a confermare il tecnico, che nonostante l'ennesima sconfitta - la 4a in campionato in 8 gare - non vuole ancora cambiare.
Eppure, dopo la notevole spesa investita in estate per rifare ex novo la squadra (circa 230 milioni immessi sul mercato), i numeri danno torto al tecnico. Che lo scorso anno, a questo punto della stagione, pur con una squadra notevolmente meno prestazionale, aveva 16 punti ed era 2°. Il Milan '17-'18 ne ha solo 12 ed è 9°: al momento non esistono contatti concreti con Ancelotti, mentre l'unica pista possibile, nell'immediatezza, resta quella che porta al mister della Primavera Gattuso. Non prima di domenica, in ogni caso, visto che giovedi si gioca contro l'AEK e, nel prossimo turno, arriva il Genoa: senza una doppia vittoria, Montella andrà via.