A margine di un evento che lo ha visto protagonista sul palco de Il Foglio a San Siro, Giovanni Malagò ha fatto chiarezza sulla propria candidatura alla presidenza della FIGC.
FIGC, le parole di Malagò
"Non si può dire assolutamente che sono candidato ufficialmente a diventare presidente della FIGC, rifletto. C'era preoccupazione prima della partita contro la Bosnia, alcuni club di A mi avevano chiesto se sarei stato disponibile qualora le cose fossero andate male"
l passo successivo è interpellare le altre componenti. Ieri ho incontrato allenatori e giocatori, è previsto che incontri a breve anche gli altri presidenti. L'impressione è che le componenti tecniche siano propositive nel parlare e sentire i termini di un programma.
Un calciatore insieme a me? Io non ho ancora pensato a nulla in particolare, ma non mi viene in mente nessun presidente di federazione che non abbia comunque coinvolto un atleta in un ruolo più o meno importante. Ci sono tanti altri ruoli specifici in cui un calciatore ha del valore aggiunto da mettere sul campo".
Io ho sempre sostenuto che più passa il tempo e più è indispensabile che la politica si occupi dello sport e del calcio. Io credo di aver avuto rapporti molto positivi con la stragrande maggioranza di persone che fanno politica a certi livelli. L'importante è che ci sia rispetto e volontà di trovare grande collaborazione.
Non mi spaventa la politica che non mi ha voluto riconfermare al CONI, ho anche altri interessi. Non serve rimanere attaccati alle poltrone. Se non ci siamo voluti bene, possiamo tornare a volerci bene.
Allegri CT? Qualsiasi cosa dicessi verrebbe strumentalizzata. Non ho sentito nessuno in merito".