Arrivato nei giorni scorsi a Firenze, Manor Solomon parla per la prima volta da giocatore della Fiorentina.

L'esterno offensivo arrivato in prestito dal Tottenham si è presentato alla sua nuova tifoseria in conferenza stampa insieme a Marco Brescianini. 

Fiorentina, la conferenza stampa di Solomon

"I fischi dell'Olimpico? Quando sono entrato con la Lazio è vero che all'Olimpico non ho avuto il benvenuto più caloroso, ma ho già vissuto questa situazione anche in Spagna. So che sono cose che succedono, ma io sono qui per giocare a calcio e non per parlare di politica. Accetto se i tifosi avversari mi fischieranno, ma io sono qua per giocare a calcio.

Sono qui solo da due settimane e non posso dire molto sulla Serie A. È chiaramente diversa, i ritmi della Premier League sono più alti, mentre la Serie A è più tattica. Spero di essere adatto a questo tipo di gioco. In Spagna non è successo nulla. Io sono israeliano, ebreo e amo il mio Paese. Vorrei lasciare la politica da parte. Quello che è successo in Spagna rimane lì, ma la mia scelta di venire qui non è dettata da decisioni politiche o altro.

Quando mi è arrivata la chiamata e ho visto la classifica e mi sono detto: 'No, è impossibile che la Fiorentina sia ultima'. Poi ho parlato coi dirigenti, so che la Fiorentina è una grande squadra, una società storica. A me piacciono le sfide e sono certo che col nuovo mister e con i nuovi giocatori faremo cose buone e riusciremo tranquillamente a rimanere in A. C'è un bellissimo centro sportivo e ci sono tante ottime persone che lavorano per noi. Possiamo salvarci e costruire un progetto futuro".

Il ruolo in campo

"Ho giocato di più sulla sinistra, perché mi sento più a mio agio lì, ma posso giocare anche a destra. Sono un'ala, il mio lavoro è fare assist e gol, creando occasioni per i compagni. Io sono qui per questo".