Raul Albiol, 39enne difensore ex Napoli, ha parlato della sua voglia di continuare a giocare nel corso di un'intervista concessa al Corriere dello Sport.
Intervista a Raul Albiol
Futuro? «L'idea è continuare a giocare. Il sogno è di farlo in Italia- È quello che so fare e che ho fatto bene anche nel girone d'andata dell'ultima Liga, con il Villarreal. Poi, non ho più giocato».
Problemi con Marcelino?
«Voglio chiarire immediatamente una cosa: non è stato per un infortunio o per chissà quale problema fisico. Io stavo benissimo e sto benissimo. Dopo l'intero girone d'andata da titolare, l'allenatore mi disse che non avrei più giocato. E non per il livello del mio rendimento, piuttosto per cose personali. Non c'erano ragioni sportive o fisiche alla base. Ecco perché voglio continuare».
Aspetta proposte in Italia? «Io e la mia famiglia abbiamo un sogno: chiudere la carriera in Italia. A Napoli siamo stati benissimo, è un Paese molto simile alla Spagna. La nostra porta è sempre aperta per l'Italia».
Ha già qualche proposta?
«Beh, sì, ho dei contatti. Diciamo che valuto l'occasione migliore, più giusta per me e le mie ambizioni. Devo riflettere bene e prendere una buona decisione, la soluzione deve motivarmi: se vado, voglio e devo dare il massimo».
Puntare su Raul Albiol?
«Perché non sbaglierebbe! Nessun club che mi ha acquistato si è mai lamentato di me. È impossibile: io sono sempre pronto a dare tutto e a superare i limiti. Se fossi in un club, so che mi prenderei sicuramente. Ripeto: è impossibile sbagliare».
Che entusiasmo. Lei è davvero un ragazzino di 40 anni.
«Sì, è vero, è così. Ma è la passione che mi muove, che mi fa spingere forte. Faccio di tutto per continuare a stare bene come ora, il calcio è molto fisico e io sono preparato e motivato per competere ancora ad alti livelli».
Sta seguendo il Napoli?
«Una squadra molto forte che cresce anno dopo anno. I due scudetti certificano il concetto, non è un caso che oggi tutti vogliano giocare nel Napoli. Credo che sia ancora favorito per lo scudetto, anche se con la Champions sarà tutto più difficile».
Conte?
«È la sua storia a parlare per lui: bravissimo, fortissimo. Le sue squadre sono piene di energia e aggressività e vincono per questo. È un top. Il Napoli sbaglia raramente con gli allenatori: Spalletti, Rafa, Sarri».
Lo sente ancora, Sarri?
«Qualche volta, ma è difficile perché non ha WhatsApp e ogni volta è un casino. Sento spesso Reina. Mi ha parlato tanto e bene del Como».
Il regno spagnolo di Fabregas.
«Cesc è ancora giovane ma può diventare tra i migliori allenatori del mondo. Il Como è stato una sorpresa nello scorso campionato, ma ora ha investito cento milioni ed è una realtà che lotterà per andare in Europa».
De Bruyne al Napoli?
«Lui è un fuoriclasse vero, l'età non conta. Con tutti i mezzi che ci sono oggi, servono solo il lavoro e la voglia per fare due o tre anni ancora ad alti livelli».