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Lecce, Lapadula: "Ruolo cambia poco, faccio anche il trequartista. Al Genoa non mi volevano neppure in cartolina..."

L'attaccante arriva motivato in Giallorosso e spera, innanzitutto, di stare bene per dimostrare il suo valore


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Gianluca Lapadula, nuovo attaccante del Lecce, ha così parlato nella conferenza stampa di presentazione: "Conosco la Puglia da quando sono bambino grazie alle mie origini. Negli ultimi due anni al Genoa ho lottato per la salvezza, mi è servito molto come bagaglio personale. Non è il primo anno che lotto in basso. 

Ho conosciuto Liverani in aeroporto a Roma. Me ne hanno parlato benissimo tutti, c’è grande carisma e idee di gioco. È un grande allenatore.

Dopo Pescara ho avuto dei problemi fisici che non mi hanno fatto esprimere al meglio. Al Milan c’era un Lapadula sano, spero di poter essere il Lapadula che ha chiuso la stagione al Genoa, giocando 4-5 partite alla mia altezza. Come infortuni ho già dato. Il Lecce mancava da molto in A e ringrazio tutti per l’accoglienza. Non ho ancora pagato il caffè. 

Ho sentito tantissima gente su Lecce. Checco Palmieri mi ha parlato di una città stupenda, come piazza e tenore di vita. Mi ha parlato anche dei pasticciotti. Non mi sono ancora allenato con gli altri, non vedo l’ora di iniziare. Ho giocato con Gabriel, Rossettini e Tabanelli. Contro? La Mantia, Cosenza, che non c’è più, Vigorito e tanti altri. 

Prima o seconda punta, cambia poco. Ho fatto anche il trequartista nel 4-3-1-2. Conosco bene Falco e La Mantia, mi piacciono molto. Grandi giocatori, conoscono bene i movimenti. Mi sento di dire che l’aiuto di Lapadula in questo momento è basato su grandissima motivazione. 

Yilmaz? Più una rosa ha giocatori importanti più ti diverti in campo ed è meglio per tutti. Mi auguro che la società faccia le scelte giuste, non ho dubbi al riguardo. 

Non faccio promesse, ho fatto una promessa a me stesso ma a Lecce e alla città non ne posso fare. 

Al Genoa ho subito qualche delusione. Non mi volevano vedere nemmeno in cartolina. 

La Nazionale? In due anni ho perso tutto ciò che mi ero guadagnato con tanta gavetta, tra Serie C, Slovenia e Parma. Ho conosciuto un calcio che non conoscevo, che mi ha dato delusione e rabbia che spero di far esplodere la domenica. È normale che la nazionale, italiana o peruviana che sia, sia il raggiungimento di un sogno. Tutto questo potrebbe accadere solo tramite il Lecce". 

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