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Chiellini svela: "Da piccolo, purtroppo, tifavo Milan. E il più difficile da marcare..."

Il difensore della Juventus si racconta in una curiosa intervista


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Giorgio Chiellini, difensore e capitano della Juventus, ha risposto alle domande dei Junior Member in conferenza stampa. Dall'infanzia alla sua esperienza nel nostro campionato, ecco i passaggi principali delle sue dichiarazioni.

Juventus, l'intervista a Chiellini

"La certezza di arrivare in Serie A purtroppo non ce l'hai. Cominci a giocare poi non sai dove puoi arrivare. Capisici di essere bravino, poi devi migliorare sempre. Un sacrificio che ho patito un po' era da adolescente, quando i miei amici uscivano e io invece ero già in ritiro con il Livorno. Quello un po' mi dispiaceva e la cosa più brutta è stato il viaggio post maturità. I miei amici erano andati in viaggio tutti insieme e io invece ero ad allenarmi."

"La partita che non dimenticherò? Ce ne sono un po'. La prima perché è la prima. Anche se ho giocato 10 minuto in Juve-Messina e vincevamo 3-0. Poi quella dello scudetto di Trieste, il primo di questo ciclo. Un'emozione fortissima che mi rimarrà sempre dentro. Poi c'è stata l'invasione, mi hanno tirato su, spinto, spogliato. Un culmine di emozioni che anche tra tanti anni mi ricorderà sempre."

"L'attaccante più forte che ho marcato? Tolti Ronaldo e Messi, che sono due extraterrestri, io dico sempre Ibrahimovic. Aveva forza fisica, velocità, tecnica, personalità... Ho avuto la fortuna di giocarci insieme ed è sempre stata tosta giocarci contro."

"L'inno della Champions è adrenalina. E' l'ultimo momento prima di entrare in campo. E' l'emozione bella e ti attiva, però l'inno più bello è quando c'è quello della Nazionale. L'inno della Juve lo mettono prima che scendiamo in campo noi, l'inno della Nazionale lo canti in campo."

"Da piccolo ero tifoso del Milan, purtroppo, poi sono migliorato, crescendo sono diventato più intelligente. Ed era Maldini il mio preferito. Io ho un fratello gemello, lui era juventino e non potevo tifare la stessa sua. Lui era della Juve e lui del Milan, potete immaginare quando a 20 anni mi ha comprato la Juve la felicità di mio fratello. E da quando sono qui è stato subito amore e ora penso sia difficile trovare uno più juventino di me sulla terra".