Intervistato da Ivan Zazzaroni per il Corriere dello Sport, l'allenatore dell'Inter Cristian Chivu ha ripercorso le tappe della stagione appena terminata che ha visto i nerazzurri trionfare in campionato e in Coppa Italia.
Inter, le parole di Chivu
"Abbiamo vinto due trofei? Sono pochi, si poteva fare meglio! (ride, ndr). Ma no scherzo, è andata bene. Ho giocato per vincere e alleno per vincere, non è andata male: anzi. Col Parma avevamo già pianificato il mercato, poi è arrivata l'Inter. E sono felice, è gratificante essere l'allenatore nerazzurro: è un mestiere diverso rispetto ad allenare una squadra come i giallobu.
Mi sono subito chiesto: sono in grado di gestire un determinato tipo di giocatori? Un conto è allenare giovani ambiziosi che vogliono imparare, un conto allenare giocatori già evoluti, è più difficile entrare nelle loro teste e non sapevo se ero in grado di farla. Avevo allenato l'Inter giovanile e il Parma ma erano altre situazioni. E poi c'era anche il contorno, le pressioni, quello che esternamente viene creato attorno all'Inter da sempre, anche solo dopo un pareggio, è stressante. Alla fine allenare e giocare la partita è la cosa più semplice.
A tratti, all'interno delle partite, si intravedevano le cose nuove che volevamo portare poi però è arrivata qualche sconfitta di troppo e rischiano di uscire fantasmi del passato. Non volevo rivoluzioni ma evoluzioni tattiche, volevo cose più pragmatiche ma senza abbassarci, non voglio che si speculi sul risultato. Comunque non è mai mancato sostegno da parte del club".
La comunicazione
"Volevo farlo a modo mio poi mi sono dovuto adattare alla realtà. Mi hanno detto che sono un finto prete, ho visto dai miei figli e da mia moglie cosa hanno detto di me i social visto che io non ne ho. La questione Bastoni-Kalulu? Avevo due scelte: o mantenere la mia posizione o difendere il mio giocatore. Ho dovuto difenderlo perché già pochi minuti dopo la partita erano uscite cose che vanno oltre il calcio. E io so perché: tutti si attendevano che l'Inter avrebbe perso visto che non avevamo vinto scontri diretti. Bastoni ha sofferto tanto pur non facendolo vedere ai compagni: fuori sorridi ma dentro è diverso. Simulazione? Non è simulazione, non è colpa di Bastoni o dell'arbitro.
È colpa del Var che non può intervenire, quello di Kalulu è un tocco leggero che non meritava ammonizione. Da fuori sembrava fallo netto, anche i giocatori della Juve si girano arrabbiati. Solo chi non ha giocato non capisce quanto intensamente si viva in un Inter-Juve, per questo mi ha dato fastidio quando ho visto ex calciatori condannare Bastoni. Nel calcio cose così capitano da anni, mai visto cose così: anche dopo quell'episodio sono successe cose del genere e non ho visto reazioni così forti".
L'infortunio di Lautaro Matinez
"Ci è mancato tanto però i giocatori sono stati bravi a coprirne l'assenza. La mia paura era di dover schierare Pio Esposito-Bonny non perché non sappiano farlo ma perché peccano di inesperienza, e poi ho dovuto farlo nel derby perché anche Thuram non stava bene. Quando difensori come Pavlovic e Gabbia vedono di fronte due ragazzini alzano il livello.
Tutti attendevano che tra Romo e Como perdessimo qualche punto e invece facendone sei ha tolto motivazioni ad altri. Dopo Como avevo detto ai ragazzi: questa è la vittoria scudetto".
I derby persi
"Se ho rosicato? Zero. Li vivo come partite di calcio che ho perso, la cosa più importante è reagire e pensare a cosa fare nella prossima partita. Non ti puoi permettere di rosicare per un match perso, non hai tempo. Io so che la squadra e i tifosi erano arrabbiati dopo il Milan, lo ero anche io, ma non vado a sottolinearlo troppo, non voglio fare il figo: si deve voltare pagina. Faccio così anche quando si vince".
L'obiettivo Champions League
"Servono i soldi. Da soli non ti danno la garanzia di arrivarci, ma aiutano. Se mi dessero 200 milioni chi prenderei? Giocatori forti in giro ci sono, bisogna essere bravi a prenderli. Noi abbiamo dirigenti bravi in questo senso, ci manca altro... (sorride, ndr)".
Chivu sul calciomercato
"Volevo Lookman e Koné? Pianificazione e la strategia di mercato va fatta in base a quali giocatori pensi siano funzionali al gruppo e all'idea di calcio che vuoi trasmettere. La bravura sta nell'adattarsi e capire cosa fare quando quelli che hai chiesto non arrivano. Se chiederò qualcosa? Io adesso parlo di quello che ho, non di quello che potrà essere. Adesso chiedo a Pio e Bonny di fare più di 10 gol, chiedo a Diouf di fare un sacrifico.