Conferenza stampa di presentazione per Domenico Tedesco, che ha parlato così come nuovo allenatore del Bologna.

Bologna, le parole di Tedesco

FELICE - “Sono estremamente felice e orgoglioso di assumere questo incarico. Ringrazio il presidente, l’amministratore delegato Fenucci e i direttori Sartori e Di Vaio per la fiducia che mi hanno accordato. Fin dai primi contatti ho percepito sensazioni molto positive e il mio obiettivo sarà ripagare questa fiducia con il lavoro e i risultati. Il Bologna è una società prestigiosa, con una storia importante alle spalle. Negli ultimi anni il club ha compiuto un percorso di crescita evidente, conquistando la qualificazione in Champions League e vincendo la Coppa Italia. La sfida ora è dare continuità a questo processo e continuare a migliorare”.

MODULO - “La squadra è stata costruita per giocare con una difesa a quattro. Per quanto riguarda il sistema di gioco, valuteremo strada facendo se adottare un 4-3-3 o un 4-2-3-1. In ogni caso, la mia idea di calcio è chiara: una squadra offensiva, propositiva, dinamica e composta da giocatori coraggiosi. Desidero inoltre fare i complimenti agli allenatori che mi hanno preceduto, perché hanno svolto un lavoro eccellente, contribuendo non solo alla crescita della squadra ma anche allo sviluppo dei singoli calciatori”.

BOLOGNA - “La scelta di accettare questa proposta è stata influenzata soprattutto dalle persone che ho conosciuto all’interno del club. Ho trovato grande trasparenza, chiarezza negli obiettivi e una notevole onestà nei rapporti. Non è sempre così quando si affrontano i primi colloqui con una nuova società. Per questo il Bologna è rimasto costantemente nei miei pensieri. Il messaggio che voglio trasmettere a tutti è semplice: divertiamoci. Ai tifosi che verranno allo stadio, ai giocatori e al mio staff. Abbiamo la fortuna di lavorare nel mondo del calcio e dobbiamo vivere questa esperienza con entusiasmo e passione”.

PRIMI COLLOQUI - “Non ho parlato con i giocatori prima del mio arrivo: è stata una scelta precisa, perché sentendone uno avrei dovuto contattare tutti. L’unica eccezione è stata Lorenzo De Silvestri, con il quale esiste una situazione particolare da gestire. Detto questo, mi auguro che Riccardo Orsolini possa diventare una vera bandiera di questo club. “Ho incontrato il direttore Giovanni Sartori due anni fa e fu molto onesto dicendomi già quali giocatori avrebbero abbandonato il club, seppur poi tra noi non si fece nulla. Mi aveva colpito la sua onestà in quell’occasione. Adesso non abbiamo ancora parlato dei calciatori”.

FREULER - “Innanzitutto mi congratulerei con lui per la carriera che ha costruito. Poi probabilmente gli chiederei come sta procedendo la preparazione al Mondiale. E magari finiremmo anche per parlare del Bologna”.

RADICI ITALIANE - “Sono cresciuto in una famiglia profondamente legata alle tradizioni italiane: a casa si è sempre parlato italiano e si è sempre vissuta la cultura italiana. Anche dal punto di vista calcistico i miei riferimenti sono stati soprattutto italiani, sia tra i giocatori sia tra gli allenatori. Professionalmente mi sono formato in Germania, dove ho lavorato per circa undici anni tra Stoccarda e Hoffenheim, ma sento di avere un’identità fortemente italiana”.

L'EUROPA - “È presto per parlare di Europa, non dobbiamo pensarci ora perché si rischia di perdere qualcosa sull’inizio della stagione. L’importante è lavorare giorno per giorno e poi si vedrà”.

FUTURO ROWE E CASTRO - “La società conosce bene la rosa e soprattutto i singoli giocatori. È importante che tutto venga discusso all’interno del club. Chiaro che sono giocatori importanti, ma vedremo. È importante la tempistica perché fa parte del calcio che a volte succedono degli imprevisti. Io comunque sono fiducioso e rilassato”.

RAIMONDO - “Vorrei averlo con noi dall’inizio. È un giovane molto interessante e quantomeno vorrei vederlo in sede di preparazione. So che è molto richiesto ma vorrei giudicarlo sul campo perché gli 11 gol segnati in B sono un bel biglietto da visita”.

POSSIBILI SALUTI - “Un conto è vedere un gruppo di giocatori in televisione o in video e un altro è vederloosul campo. Non è la Playstation il calcio, abbiamo a che fare con essere umani che hanno idee e sentimenti da sostenere. Prima di spostare un giocatore bisogna conoscere il suo carattere e il suo feeling, ascoltare e poi prendere una decisione. Mi piacciono le rose snelle. Se c’è necessita con l’Europa si deve ampliare il numero di giocatori, ma senza Europa mi piacerebbe avere un gruppo di 17-18 calciatori perché tutti potrebbero essere titolari alla fine. L’ideale sarebbero 20 giocatori, più 4 portieri”.

ODGAARD - “Sì penso che lui sia un giocatore che può essere utilizzato in più ruoli, ma anche qui devo conoscerlo e parlarci. Vorrei posticipare la risposta a questa domanda, magari parlando con lui mi dice che preferisce giocare da terzino destro”.