Ripresa del campionato di un certo tenore per il Cagliari, che ospiterà la Juventus domani - 11 ottobre - nel posticipo domenicale delle 20:45. Nella consueta conferenza stampa pre-partita, mister Fabio Pisacane presenta il match e le insidie di un avversario temibile come la squadra bianconera.
Cagliari, la conferenza stampa di Pisacane
"Abbiamo preparato questa partita come tutte le altre, sapendo che in campo dovremo dare tutti noi stessi e mettere il nostro DNA in ogni contrasto. Affrontiamo un avversario di grande calibro, con un obiettivo diverso dal nostro. La sosta ci ha aiutato a portare ordine in tante cose, permesso di recuperare energie fisiche e mentali; ai ragazzi ho chiesto sacrificio, voglia e tanto lavoro".
SUGLI INFORTUNATI - "Sono stati giorni utili per recuperare chi magari aveva degli acciacchi. Deiola ha bruciato le tappe, continuiamo a valutarlo ma sarà dalle partita. Rientra anche Kevin Carlos, ha lavorato in parziale ma sarà convocato. Il gruppo poi è al completo, mancheranno solo Felici, Trepy e Idrissi".
SU ROMANO - "Un allenatore come Mancini non ha bisogno di sentire me per capire come impiegare Romano. Il ragazzo contro l'Inter, nella ripresa, ha ricoperto quel ruolo anche se io continuo a vederlo come mezzala, ma con un altro piano gara può giocare anche centrale. Ognuno di noi pensa di poter schierare il giocatore in base alla nostra squadra".
SULLA JUVENTUS - "Mi aspetto una squadra che vuole giocare a calcio, ha tantissima qualità. Sicuramente verranno qui con l'intenzione di fare bottino pieno, sta a noi rendergli la cosa molto difficile. In queste partite hanno dimostrato un'identità molto chiara, hanno giocatori bravi in mezzo e molto forti sull'esterno. Noi però giochiamo in casa, lo stadio è pieno e dovremo mettere in campo tutto quello che abbiamo".
SULLA DIFESA - "Mi piace avere la miglior difesa del campionato, ma guardo anche i tiri presi. I numeri vanno approfonditi: abbiamo subìto 102 tiri, solo 20 in porta, con una media di quattro a partita. In casi del genere, la differenza è la fame, la dedizione che metti nelle cose che fai".