Tra i protagonisti del Sassuolo di Fabio Grosso c'è senza ombra di dubbio Arijanet Muric, portiere kosovaro classe '98 in prestito dall'Ipswich e detentore di un primato in Serie A con 112 parate o dei 6 clean sheet.

L'estremo difensore originario di origini svizzere è stato intervistato dal Corriere dello Sport, parlando della sua stagione in neroverde e delle ambizioni future.

Sassuolo, le parole di Muric

"Sono orgoglioso soprattutto per le parate e penso che avrei potuto fare di più sulle partite senza prendere gol. La maggior parte delle reti subite erano evitabili. Serie A e Premier League sono campionati completamente diversi. Lì sono più orientati alle transizioni, mentre qui è più tattico e richiede pazienza. Mi piacciono entrambi.

Qui hai più tempo per valutare, mentre là è tutto molto veloce. Anche in A bisogna essere concentrati, a volte non si ha un attimo di respiro e dal nulla può nascere qualcosa. Qui si vive benissimo. Amo l'Italia, è tutto bellissimo. La gente è buona e gentile, mi sto godendo l'annata con la mia famiglia. Mi sono sentito veramente bene dopo la gara con l'Atalanta perché eravamo in dieci. Fantastico il modo in cui abbiamo lottato, giocato e vinto".

La parata più difficile

"Quella contro la Lazio, alla terza giornata, a metà settembre nella nostra seconda gara in casa dopo due sconfitte. Quel colpo di testa in tuffo di Zaccagni non so come sia riuscito a prenderlo, è stata una reazione istintiva e un intervento complicato. La cosa ancora più importante è aver vinto, è stata la prima e ci ha permesso di sbloccarci".

Il rapporto con Grosso 

"Significa molto per me. Venivo da un brutto infortunio, sono stato operato alla spalla e non ho giocato per 6-7 mesi, mi davano per spacciato. Stavo per andare in Turchia e apprezzo molto la fiducia che il mister mi ha dimostrato. È anche merito dell'allenatore se sono arrivato fin qui, avrebbe potuto fare scelte diverse. Mi ha voluto e mi ha fatto giocare subito, gioco anche per lui e l'apprezzo".

Le ose da migliorare

"Penso il coraggio. Sto migliorando col tempo, più gioco e più imparo a prendere le decisioni, come sui cross e nell'intercettare i palloni. Cerco di fare le cose un modo naturale, provo sempre a essere coinvolto per aiutare la squadra. Prima mi capitava di rischiare molto, anche nelle esperienze precedenti. Sto imparando a rischiare meno e a trattenermi un po’. Alla fine dipende tutto dall'allenatore, dalla squadra e dalle situazioni. Mi piace adattarmi". 

Il futuro

"Sto benissimo e resterei volentieri, amo il club e il vostro Paese".