SHARE

Brescia, Cellino: "Balotelli e Donnarumma no insieme. Mario può stare in panchina"

Il presidente delle Rondinelle parla chiaramente, anche in ottica Fantacalcio


|

Massimo Cellino, presidente del Brescia, intervistato proprio dal Giornale di Brescia ha parlato della situazione attuale delle Rondinelle, focalizzandosi sui singoli ma anche sulla rosa in generale, senza dimenticare Corini e Grosso. Queste le sue dichiarazioni.

Brescia, parla Cellino: arrivano anche indicazioni per il Fantacalcio

Corini? Per egoismo delle mie idee, ho provato a difendere Corini ed evitare l’esonero fino alla fine. Mi prendo le mie responsabilità del gesto, ma il problema non era la classifica: il malessere è nato in estate. Lui voleva un contratto più lungo, mi sono fidato di lui.

Mercato? Ho accontentato Corini in tutto tranne Chancellor, con lui ho fatto di testa mia. Aspettavamo Magnani, nel frattempo c’era Mangraviti da mettere alla prova e uno in più da scoprire era utile. Per il resto, era tutto condiviso col mister. A Gennaio non farò neanche un acquisto. La squadra è forte e si vedrà all’arrivo, venderemo quei 2/3 che non giocano.

Quando iniziava il countdown per il rientro di Balotelli, dico a Corini: ‘Decida lei se farlo giocare o meno, non si senta obbligato’. Arriva la Juve, ci presentiamo col tridente e non marchiamo Pjanic. Altro che grande partita… un disastro. Poi, a Napoli mi rifà il tridente puro. Morale: voleva mostrare l’argenteria e stupire, ma così si snaturava.

Inoltre Eugenio si incaponiva su Donnarumma e Balotelli che secondo me sono due galli cedroni, devono giocare da solisti, non insieme, non voglio. Dico a Corini: ‘Mister, scegline uno se no fa male a tutti e due…’. Non metabolizzava la cosa, non sapeva guidare questa squadra.

Non voglio che la gente pensi che voglia fare io la formazione. Per me è l’ultimo dei pensieri: penso a controllare quanto è alta l’erba del campo, questi sono i dettagli da curare.

Balotelli? Per me Mario è uno come gli altri: può giocare, andare in panchina o in tribuna. Professionalmente è esemplare, deve solo capire che è uno come tutti gli altri. Ora non è lui che deve aiutarci, ma viceversa. Questo gruppo si salva con o senza di lui”.