Intervenuto ai microfoni de La Repubblica, il centrocampista del Frosinone Giacomo Calò ha parlato della sua esperienza in giallazzurro, soffermandosi anche sul rapporto col Fantacalcio.
Frosinone, le parole di Calò
"Adoro il cinema e mi porta anche fortuna. La chiamata della Juve Stabia arrivò proprio mentre ero in sala. Era il direttore sportivo Ciro Polito: 'vieni a giocare con noi'. Lasciai il film a metà. Di arte non capisco molto, ma il soprannome 'Il Pittore' mi piace.
Ho fatto degli errori, ma non li cambierei. Senza non sarei qui, in Serie A, con la maglia del Frosinone. Questa è una città speciale". "Io sono un ciociaro acquisito e ne vado fiero. Viviamo benissimo qui. Quando ero alla Juve Stabia mangiavo semi di zucca prima delle partite. Mi aiutavano a segnare. Non ho più smesso? Dallo scorso anno sono diventato un goleador. L'esordio a 29 anni? Avevo smesso di crederci. Per uno della mia età, che ha giocato sempre in B, non è facile. Nel calcio non esiste la meritocrazia".
Il rapporto col Fantacalcio
"Nello spogliatoio i più giovani mi prendono in giro, ma anche io mi sono comprato al fantacalcio. Quel gol al Como è solo l'inizio".